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Linea dura

Graziano Delrio: "A Roma sabotaggi, sì al licenziamento. Beni culturali servizi essenziali, proteggiamoli dagli scioperi"

Graziano Delrio: "A Roma sabotaggi, sì al licenziamento. Beni culturali servizi essenziali, proteggiamoli dagli scioperi"

"La metropolitana di Roma e il sito di Pompei possono sembrare molto diversi tra loro. Ma hanno anche qualcosa che le mette sullo stesso piano". Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio torna, in una intervista al Corriere della Sera, sulle recenti proteste che hanno colpito il sito archeologico e il trasporto pubblico della capitale. "Sono beni comuni, appartengono alla collettività. E quindi credo sia giusto far rientrare la fruizione dei beni culturali tra i servizi pubblici essenziali. In modo da proteggerli meglio da quelle iniziative di protesta, non sempre legittime, che finiscono per danneggiare il paese".

Diritto allo sciopero - Il ministro precisa che "è un'osservazione personale e la materia non è di mia diretta competenza. Ma non sono il solo a pensarla così ed è opportuno procedere alla svelta". Sono allo studio regole più severe nella disciplina del diritto allo sciopero come quella che prevede la proclamazione solo da chi rappresenta il 50% più uno dei lavoratori del settore. Per Delrio questo è il punto di partenza: "Sì, come il referendum preventivo tra i lavoratori penso sia una buona idea". 

I "sabotaggi" - In questi giorni, per il ministro ci sono stati episodi di vero e proprio sabotaggio. "Almeno in parte credo proprio di sì. Una cosa è chiedere un contratto collettivo che non venga rinnovato ogni 10 anni, una cosa è volere regole più chiare su
formazione e aggiornamento. Un'altra è timbrare il cartellino e poi non lavorare come il contratto impone. Chi non rispetta le
regole non sta protestando ma sta facendo un atto di sabotaggio, di spregio verso il bene pubblico. Con loro si deve essere molto
duri, nessuna timidezza". E la soluzione è una sola: "Con le leggi che abbiamo, si può anche arrivare al licenziamento".

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Commenti all'articolo

  • primus

    26 Luglio 2015 - 20:08

    Ma ben venga, ma i primi a essere licenziati devono essere quei dementi di sindacalisti che organizzano questi scioperi. C'è da chiedersi cosa conti oggi il sindacato, nulla e poi nulla, viene utilizzato solo per motivi e manovre politiche, VERGOGNA !!!!!

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  • realityman17m

    26 Luglio 2015 - 15:03

    IL SABOTAGGIO E QUELLO VOSTRO , DEI DEMENTI AL GOVERNO ABUSIVO D'ITALIA. IL VOSTRO E STATO ED E' UN SABOTAGGIO , SABOTAGGIO ALLA DEMOCRAZIA.

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    • uomoragno

      26 Luglio 2015 - 20:08

      Risposta illogica e sgrammaticata,mi spiegheresti quando sarai (se sarai) più lucido la connessione fra l'articolo e la risposta?Forse l'unico reality è quel bicchiere di vino che stringi in pugno È giusto cosi: un primo preavviso e successivamente licenziamento se perseverano. E se stabilissimo che un sindacato deve avere un minimo di iscritti per scioperare? Puoi scrivere minuscolo ti capiamo

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  • flikdue

    26 Luglio 2015 - 15:03

    Non capisco tanta sorpresa, i piloti di Alitalia li conosciamo da tempo, assemblee selvagge a Pompei si tengono da 20 secoli, autisti dell'atac che piantano in asso viaggiatori, da tempi immemorabili, pertanto se in tutte queste vivende manca qualcuno è il potere politico , di fronte ai sindacati se la fa sotto !!!!!

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  • napoleon46

    26 Luglio 2015 - 14:02

    ITALIANI imparate da Ronald Reagan....quando i controllori di volo entrarono in sciopero egli dette loro 48 ore per rientrare al lavoro pena il licenziamento per attentato alla sicurezza. QUELLI CHE NON RIETRARONO FURONO LICENZIATI. Dopo un periodo di transizione si torno alla normalizzazione dei voli ma non vi fu piu uno sciopero che minnacio la sicurezza nazionale

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