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Lo sfogo e le difficoltà

Magdi Cristiano Allam: "Rovinato da giudici e islamici, mi vogliono muto"

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Magdi Cristiano Allam: "Rovinato da giudici e islamici, mi vogliono muto"

Lui la chiama "Jihad by Court", guerra santa in tribunale. Lui è Magdi Cristiano Allam, che è stato rovinato dai tribunali. Negli ultimi giorni l'ultima condanna per diffamazione, per le toghe avvenuta nel corso della trasmissione Porta a Porta e nei confronti del presidente dell'Unione comunità islamiche d'Italia (Ucoi), Ezzedinz Elizr. Una condanna in primo grado, che però lo costringe a pagare, subito, 18mila euro. Così, negli ultimi tre anni, il totale sale a 70mila euro per cause civili. "Sono vittima della persecuzione giudiziaria da parte degli estremisti islamici taglia-lingue - spiega Allam -, coloro che ti condannano se dici, scrivi o fai qualcosa che urta la loro suscettibilità, che si scontra con la loro strategia di islamizzazione subdola, strisciante e inarrestabile dell'Italia e dell'Europa".

La storia - Allam ha abbandonato la fede islamica a 56 anni, quando nel 2008 si è convertito al cattolicesimo. Quindici anni fa è entrato nel mirino dell'islam, attirandosi anche una condanna a morte firmata da Hamas. Nel suo passato è stato inviato de La Repubblica, vicedirettore del Corriere della Sera e parlamentare europeo dell'Udc, e oggi è editorialista de Il Giornale. Nel corso della sua battaglia contro l'estremismo islamico si è attirato minacce di morte e denunce. Spiega sempre Allam: "Prima erano denunce penali, ora solo civili. Per loro sono un nemico da eliminare in quanto apostata e traditore. L'arma prediletta è il denaro: ti denunciano per farti pagare più possibile fino a costringerti alla resa, mettendoti con le spalle al muro. Investono un fiume di denaro per zittirmi. Mobilitano avvocati nostrani che spulciano ogni minima sfumatura dei miei interventi pubblici, andando a ritroso nel tempo fino a quando non subentra la prescrizione".

"Non voglio tacere" - L'ultima causa persa, simile a tante altre, è stata intentata perché Allam sostiene che l'Ucoii rappresenta in Italia i Fratelli Musulmani, proprio come fa Hamas nei territorio palestinesi. Per aver affermato questa sua teoria in tv è stato (nuovamente) bastonato), anche se, sottolinea, "lo ho fatto in modo argomentato, riferendomi a posizioni assunte dall'Unione". Un tempo, Magdi, anche grazie allo stipendio di parlamentare riusciva a far fronte ai risarcimenti da decine di migliaia di euro che gli venivano imposti in tribunale. Ora però i tempi sono cambiati, e le difficoltà sono cresciute. Così ha fondato l'Associazione "Amici di Magdi Cristinao Allam", chiedendo aiuto finanziario per lui e per chi è nelle sue stesse condizioni, per chi subisce quello che definisce "il ricatto del denaro". Allam conclude: "Sono stato il primo giornalista in Italia a subire una denuncia dell'avvocato degli islamici e un provvedimento disciplinare per islamofobia dall'Ordine nazionale dei giornalisti. Vorrebbero impormi il bavaglio, ma non ho intenzione di tacere".

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Commenti all'articolo

  • alp arslan

    30 Luglio 2015 - 14:02

    se uno perde tutte le cause vuol dire che è un cretino ... prima di aprire bocca dovrebbe accendere il cervello, se ce l'ha ...

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  • alp arslan

    30 Luglio 2015 - 14:02

    il problema e' un altro... se questo signore perde tutte le cause vuol dire che e' un cretino e farebbe bene a moderare la lingua , se viene denunciato per calunnia e perde la causa e' un cretino, se lo rifa un'altra volta e riperde un'altra causa e' un cretino ...

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  • gmfarneti40

    30 Luglio 2015 - 12:12

    Servono le coordinate per effettuare versamenti all'Associazione "Amici di Magdi"

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