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Le due Italia

Lo Svimez taglia la "gamba" all'Italia: SUd arretrato e sottosviluppato

Lo Svimez taglia la "gamba" all'Italia: SUd arretrato e sottosviluppato

L'Associazione per lo Sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, nota come Svimez anche quest'anno ha redatto il suo rapporto dal quale ne esce un'Italia fortemente divisa a metà. Si parla di desertificazione industriale, di sottosviluppo permanente, che porterebbe il Sud ad uno stato di arretratezza e crisi economica dal quale sarà impossibile rialzare la testa. Meno lavoro, sono circa 5,8 milioni i disoccupati ed il dato è ancora più grave se si considera che la mggior parte sono giovani e donne (sinonimo di arretratezza intellettuale); meno investimenti; più povertà; meno nascite, che nel 2014 sono state per il meridione solo di 174 mila, dato che non si registrava dai tempi dell'Unità d'Italia ovvero oltre 150 anni fa.

I dati - C'è chi però denuncia tale allarmismo, sperando in una salvezza proveniente dai fondi europei destinati al meridione. Eppure i dati parlano chiaro. Dal 2000 al 2013 l'Italia è stato il Paese con meno crescita dell'area euro ed il Sud in tale periodo è cresciuto solo del 13%, la metà della Grecia che ha segnato +24%, media già inferiore rispetto alle regioni Convergenza dell'Europa. Al Sud inoltre si riscontrano forti cali dei consumi interni e degli investimenti industriali (meno 59% industria; 47% costruzioni; 38% agricoltura). In calo i beni di esportazione (punto di forza del meridione) -4,8% mentre cresce nel Settentrione con un +3%. Come se non bastasse per il settimo anno consecutivo il Pil del Mezzogiorno è ancora negativo (-1,3%). In termini di Pil pro capite, il Mezzogiorno nel 2014 è sceso al 53,7% del valore nazionale, un risultato mai registrato dal 2000 in poi; questo significa che lo scorso anno quasi il 62% dei meridionali ha guadagnato meno di 12 mila euro annui, contro il 28,5% del Centro-Nord. La regione più ricca è risultata essere il Trentino Alto-Adige con oltre 37 mila euro, mentre la più povera la Calabria con meno di 16 mila euro l'anno. Infatti secondo le statistiche il rischio povertà coinvolge una persona su tre nel Mezzogiorno ed una su dieci al Nord, con Sicilia e Campania tra le regioni più a rischio.

Insomma ciò che emerge è un' Italia trainata dal Nord e mai come adesso necessita di una forte collaborazione tra le regioni; il paese deve dimostrare di essere unito perché solo così potrà sperare di uscire da tale crisi senza causare un effetto domino. Ma chissà che ciò non possa, invece, rafforzare la posizione e le ideologie di chi da tempo prospetta una divisione del Paese.

di Mirko Mazzola

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Commenti all'articolo

  • tommaso43

    03 Agosto 2015 - 19:07

    Abbiamo dalla comunità europea non sò quanti milioni o miliardi di euro per progetti nazionali,e i nostri politici non si mettono mai in accordo ,per sfruttare questi capitali.Fra poco finirà il tempo a disposizione per l'Italia di questi fondi e ritorneranno al mittente.Da qui si evince l'incapacità dei nostri politici corrotti e inpoltroniti!!!!

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  • antcarboni

    03 Agosto 2015 - 19:07

    Sarebbe giusto e correto che si prendesse il rapporto svimez e lo si notificasse a tutti i cosidetti rappresentanti del popolo meridionali. Fotografa la loro incapacità! Dx e sx. Una cosa vorrei far notare, quando a imperversare al sud era la DC e anche il PSI nel bene e nel male il sud ha avuto una crescita. Da ventanni è amministrato da PCI, DS, PDS, PD questo è il risultato!

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  • tommaso43

    03 Agosto 2015 - 11:11

    La colpa è dei nostri politici che mirano solo ad arricchirsi e al potere. Al Sud basterebbe un programma(rivalutare i luoghi archeologici,fare nuovi depuratori per il trattamento delle acque,ecc.)per il turismo,e per la realizzazione di industrie(non inquinanti) di componentistica elettronica e conserviera.

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