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Approvata in Commissione

Via libera alla Macroregione alpina: si unisce l'area più ricca d'Europa

Via libera alla Macroregione alpina: si unisce l'area più ricca d'Europa

La Macroregione Alpina forse non sarà uno Stato nello Stato, ma certamente promette di cambiare la visione politica ed economica, che fin qui ha visto i governi centrali dei paesi membri fare la parte del leone in termini di decisioni territoriali e di ripartizione dei fondi europei. Partiamo col dire che qui le ampolle e le catene umane sul Po non c' entrano nulla. La Macroregione Alpina è roba seria: è stata approvata martedì scorso dalla Commissione europea e entro fine gennaio 2016 riceverà il placet definitivo da parte del Parlamento europeo.

Il nuovo soggetto comprende 46 regioni (l' Italia sarà rappresentata da Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Valle d' Aosta e dalle due province autonome di Trento e Bolzano) che attraversano sette Stati, dei quali cinque appartengono alla Ue: Italia, Germania, Francia, Slovenia, Austria e due extra Ue: Svizzera e Lichtenstein. Le decisioni che prenderà influiranno sulla vita di 76 milioni di persone che vivono nell' area più ricca (e potente) dell' Ue.

L' iter del suo riconoscimento è iniziato a Grenoble il 18 ottobre 2013, ma la svolta è arrivata con l' approvazione tre giorni fa del piano d' azione che, su imput di Regione Lombardia, ha recepito il principio della pari dignità di tutte le Regioni nei confronti degli Stati all' interno della governance. E proprio qui sta la vera rivoluzione. Perché se da un lato è vero che la Macroregione Alpina non potrà contare su fondi aggiuntivi propri, lo è altrettanto che la sua governance futura influirà pesantemente sulla ripartizione dei fondi comunitari esistenti. Questo perché il nuovo soggetto avrà mandato di contrattare direttamente con Bruxelles bypassando i governi centrali.

Il perimetro nel quale agirà il nuovo soggetto è piuttosto ampio. Si va dalla mobilità e infrastrutture alla gestione delle risorse energetiche, passando per il sostegno alle piccole e medie imprese, la tutela ambientale e gli immancabili temi ambientali. Come è intuibile si tratta di materie sulle quali le varie regioni, essendo territorialmente omogenee, dovranno sviluppare politiche e progetti comuni, che verranno finanziati anche dalla Ue. 

Fin qui la parte economica della faccenda, alla quale va affiancata quella politica. Detto del rapporto diretto che ci sarà tra Macroregione e Bruxelles (un modus operandi del quale non hanno beneficiato le altre agglomerazioni già funzionanti di Mar Baltico, Danubio e Adriatica-Ionica), Roberto Maroni e la Lombardia non hanno mai nascosto di voler esercitare un ruolo di leadership all' interno della Macroregione e non è un caso che il primo incontro plenario si sia svolto proprio a Milano lo scorso dicembre e che sempre nel capoluogo lombardo si terrà, il prossimo 8 e 9 ottobre, lo Steering Committee (il comitato ristretto) che dovrà porre le basi per l' organizzazione «politica» della Macroregione Alpina. Per essere certo del suo successo, però, il governatore lombardo dovrà riuscire ad aggregare attorno a sé tutti i soggetti italiani.

Per farlo Maroni potrà contare sull' aiuto del consigliere regionale Stefano Bruno Galli, politologo e massimo esperto di questi temi (suo il saggio Il Nord e la Macroregione Alpina, pubblicato da Guerini e associati nel 2014): «Questa Macroregione è costruita sull' arco alpino e la sua identità culturale, consolidata nel corso dei secoli, è presente tanto al di qua quanto al di là delle Alpi - spiega Galli -. La Macroregione poi darà alle regioni che la compongono parecchi vantaggi e svolgerà un ruolo da protagonista per effetto della sua forza negoziale nella trattativa con Bruxelles sui fondi strutturali».

L' Europa, insomma, con questa operazione punta a territorializzare sempre più la sua politica d' investimento. Curioso che in contemporanea il governo Renzi vari riforme (quella del Titolo V sugli enti locali) che vanno nella direzione opposta. Bruxelles, abbiamo un problema...

di Fabio Rubini

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Commenti all'articolo

  • Satanasso

    04 Maggio 2016 - 19:07

    Io spero solo nel Regno Delle Due Sicilie...Italia e il resto d'europa solo MMERDA !

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  • robertoberretta

    06 Agosto 2015 - 11:11

    un solo commento.....era ora.....

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  • massimo63

    01 Agosto 2015 - 12:12

    la nEuropa delle tribù, come godono gli usurai e le multinazionali....

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  • ValeryMonaco

    31 Luglio 2015 - 16:04

    Prima ci sganciamo da Roma meglio è.

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