Cerca

Sentenza pericolosa

Milano, Corte d'appello taglia del 30% il risarcimento a una vittima della strada perché romena

Milano, Corte d'appello taglia del 30% il risarcimento a una vittima della strada perché romena

Siccome il costo della vita dello stato di residenza è più basso che in Italia dove si è avuta la disgrazia di essere vittima di un incidente, il risarcimento che spetta alla famiglia del defunto deve essere minore del previsto. È quanto prescrive una sentenza della Corte d'appello di Milano in merito al caso di un cittadino romeno investito da un camion e morto sull'asfalto di una statale a Barletta nel 2007.

Risarcimento in saldo - Il giudice ha infatti assegnato alla moglie e ai figli dell'uomo un risarcimento di 70mila euro a fronte dei 210mila chiesti per ciascuno dei famigliari dell'uomo a inizio processo. La cifra era infatti stata decurtata della metà in virtù del fatto che Patru (questo il nome della vittima) era stato ritenuto corresponsabile del drammatico incidente. Poi il giudice ha ritenuto di dover tagliare il risarcimento di un ulteriore 30% perché in Romania il costo della vita è molto più basso che in Italia; questa la spiegazione: "la liquidazione risarcitoria non può avvenire sulla base assoluta dei parametri vigenti nella realtà italiana". Quindi il giudice è certo che i soldi verranno spesi in Romania e che dunque saranno una più che sufficiente somma risarcitoria proprio perché nel paese si spende meno che in Italia.

La polemica - Insorge l'Associazione vittime incidenti stradali e sul lavoro (Avisl), il cui presidente Domenico Musicco ha così commentato la sentenza: ""Il verdetto segue il criterio del costo della vita sostenuto dalle compagnie assicurative, ma solitamente rifiutato dai giudici di ogni grado, perché contrario al principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione. Commisurare i risarcimenti alla ricchezza del Paese di residenza è pericoloso. Chi vive in nazioni molto povere avrebbe diritto a risarcimenti irrisori". Il presidente di Avisl avvalora poi la sua tesi sottolineando come la Romania faccia parte dell'Unione europea, fatto che permette ai cittadini romeni di vivere ovunque in Europa, per non parlare della libertà di poter spendere i propri soldi in Romania come in qualsiasi altro Stato membro o ovunque nel mondo. Per ribellarsi alla sentenza iniqua ai famigliari rimane il ricordo in Cassazione.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • fepi65mi

    05 Agosto 2015 - 13:01

    è in linea con tutto quello che succede in italia per cui oramai va bene così: sai quante ingiustizie subiamo noi cittadini???

    Report

    Rispondi

  • Angelalbert

    05 Agosto 2015 - 09:09

    Il giudice ha sbagliato completamente su tutta la linea. Doveva rimborsare a titoli di premio chi ha investito il romeno invece che risarcire la sua squallida famiglia di parassiti.

    Report

    Rispondi

  • wall

    04 Agosto 2015 - 22:10

    Non centra nulla la parola" razzista". Se in Romania la vita vale di meno viene pagata per il paese di origine. Perchè in Italia i massimali sono alti! Per l'appunto viene considerato il costo della vita nella nazione che si stipula l'assicurazione ivi compresa la nazionalità. Un'altro caso, lo stesso è stato senteziato con il valore della vita del paese d'origine..SI deve ampliare l'assicurazion

    Report

    Rispondi

  • laghee

    04 Agosto 2015 - 19:07

    mi sembra giusto ! il risarcimento varia anche se ha 20 anni o 70 !

    Report

    Rispondi

blog