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Il comunicatore

Luigi Crespi, l'ex sondaggista di Berlusconi, ora lavora per la discoteca Cocoricò

Luigi Crespi, l'ex sondaggista di Berlusconi, ora è alla corte del Cocoricò

Dalla politica alla discoteca. Luigi Crespi si reinventa, e da ex-sondaggista del Cavalier Berlusconi si è messo a curare l'immagine e la comunicazione della discoteca più discussa d'Italia, il Cocoricò di Riccione. Dietro il clamore che i proprietari del locale stanno facendo nei confronti della decisione del questore di Rimini Maurizio Improta di chiudere la disco per quattro mesi, c'è la mente e il piano di Luigi Crespi. È opera sua infatti la conferenza stampa organizzata all'hotel Griffe a Roma, nella quale i boss del Cocoricò hanno annunciato il ricorso contro la decisione presa. Il ritratto di Mr. Spin doctor è tracciato da un articolo apparso su Italia Oggi, a firma di Raffaele Porrisini.

Il piano - Giornali, televisioni e strepiti: il caso Cocoricò è presto passato sopra la morte di Lamberto Lucaccioni, il sedicenne ucciso da un'overdose di Mdma sulla pista da ballo del locale. Il Cocoricò è diventato un caso politico, un caso etico, un caso nazionale. E dietro c'è lo zampino di Luigi Crespi. Per la verità il gruppo Datamedia (per cui Crespi lavorava) aveva colonizzato i lidi del Cocoricò già negli anni scorsi. Luigi Crespi ha rassegnato le sue dimissioni dall'azienda lo scorso febbraio, muovendosi poi a quanto pare da freelance. È opera sua la campagna pensata ad hoc per Fabrizio De Meis, il direttore generale del Cocoricò che ha rassegnato le sue dimissioni il 25 luglio, ma che continua a essere il volto di protesta della discoteca. Tanto che nei prossimi giorni potrebbe incontrare il ministro dell'interno Angelino Alfano, facendo valere le sue ragioni di manager e quelle del suo locale. La sua difesa consisterebbe nel far notare all'Angelino nazionale che in passato il Cocoricò si è battuto contro la droga, presentando alla camera un disegno di legge per introdurre il Daspo nelle disco, per tenere alla larga i pregiudicati dalla pista da ballo. Il documento era stato firmato anche da Renato Brunetta e da Francesco Paolo Sisto, entrambi di Fi. Sisto, in particolare, è legato alla figura di Luigi Crespi in maniera molto stretta: è uno dei suoi avvocati, gli stessi che sono riusciti a far annullare la condanna a sette anni per bancarotta che pendeva sul capo di Crespi, perché la legge sul falso in bilancio nel tempo fra la sentenza e la cassazione era cambiata. Che botta di fortuna per Crespi.

Il curriculum - Luigi Crespi è stato il cervello comunicativo di molti politici. Fra gli ultimi in ordine di tempo c'è stato Stefano Caldoro, che però non è proprio da considerarsi un successo: il politico di Forza Italia ha perso la poltrona di Presidente della regione Campania, sostituito da un'orda di esponenti del Pd. In un'intervista a Dagospia, Crespi ha attribuito la colpa della disfatta a Rosy Bindi e alla carenza di fondi per la campagna elettorale del centrodestra, per alleggerirsi la coscienza di un insuccesso clamoroso. Prima di Caldoro c'era stato Raffaele Fitto, che invece aveva trionfato alle europee e con cui Crespi ancora collabora. E poi ancora Mara Carfagna di Forza Italia, Sandro Gozi del Pd che è sottosegretario degli Esteri. E come dimenticare il Crespi sondaggista di Silvio Berlusconi. Ma forse la politica lo ha stufato, per questo si è dato alle discoteche.

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Commenti all'articolo

  • scorpione2

    07 Agosto 2015 - 14:02

    i sondaggi di questo individuo sono catastrofici.visto la rovinosa caduta che sta' prendendo maoberlusca, e allora ha pensato bene di fare altri lavori,sempre riquardante pero' la rovina delle persone.

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  • carlozani

    07 Agosto 2015 - 07:07

    Hanno chiuso il Cocoricò per il giro di droga,quando ci sono 200 parlamentari che la vogliono liberalizzare.Quanti ragazzi sono morti o andati in coma etilico per aver bevuto alcolici.A 16 anni si è in grado di capire ciò che fa male e di non far uso di certe sostanze e i genitori dovrebbero dare meno soldi,poi uno può far quel cazzo che vuole a suo rischio e pericolo e non dare la colpa ad altri.

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  • mab

    06 Agosto 2015 - 20:08

    Basterebbe una semplice leggina: chi spaccia 10 anni di galera TUTTI, senza patteggiamenti,licenze e/o altro. La situazione cambierebbe. Ma queste nullità di politici con in testa l'inutile ranaceo non sono in grado di valutare la benchè minima efficace soluzione.

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    • Anna 17

      Anna 17

      06 Agosto 2015 - 21:09

      Ma cosa dice, sono i politici una categoria di consistenti consumatori, non faranno mai quanto propone. I primi ad essere marci sono i politici, come dice Renzi: se ne faccia una ragione.

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