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Genitori strani

Alessandria, i genitori fanno causa all'ospedale per la nascita della figlia

Alessandria, i genitori fanno causa all'ospedale per la nascita della figlia

Una ragazza nasce ad Alessandria quasi quindici anni fa. È bella e sana, ma ai suoi genitori sembra non importare affatto. I due hanno fatto causa all'ospedale della provincia piemontese nel quale la donna partorì, perché la figlia è indesiderata. Un danno, e nulla di più. Il fatto è raccontato dal quotidiano La Stampa in un articolo a firma di Silvana Mossano.

La nascita - La donna scoprì di essere incinta durante una visita medica in cui le venne diagnosticato un fibroma. I medici la misero al corrente dei rischi che avrebbe corso portando avanti la gravidanza. Un po' questo, un po' il fatto che nessuno dei due volesse un altro figlio oltre a quello che già avevano, e la donna scelse di abortire. Il raschiamento venne eseguito in un ospedale di Alessandria, ma non fu risolutivo. A una successiva visita di controllo in un'altra clinica, alla donna venne detto che era ancora incinta, ma ormai aveva superato la ventunesima settimana e l'aborto non sarebbe stato più possibile secondo i limiti di legge. Così la gravidanza venne portata a termine, e nel 2001 nacque una bambina.

I problemi economici - La nuova imprevista nascita costrinse la famiglia al trasferimento e la espose a diversi debiti, perché entrambi dovettero cambiare lavoro per avere maggiori disponibilità economiche e crescere l'indesiderata pargola. Ma non è soltanto questo, a quanto pare, che turbò maggiormente i due coniugi. Si aggiunse il non poter più uscire la sera a divertirsi (l'altro figlio era già grande), le gite fuoriporta con gli amici e insomma tutti gli svaghi che una coppia felice si concede quando i figli sono ormai in grado di volare da soli.

La prima denuncia - Così la donna decise che quello che aveva subito era stato un sopruso, partorire quella bambina non rientrava nei piani e qualcuno doveva pagare per quel non-aborto. Partì una denuncia nei confronti del medico che aveva fatto il raschiamento e dell'ospedale di Alessandria. Il tutto si concluse con un risarcimento a favore della donna.

La seconda denuncia - Ma nel 2008 il marito si accorse di essere stato anche lui vittima di un sopruso, e che quindi anche lui ritenne di aver diritto a un risarcimento. Nello specifico, un risarcimento dei danni da nascita indesiderata. Lamentò infatti un disagio psicofisico dovuto alla difficoltà di accettare una nascita indesiderata. Ma questa volta non va altrettanto bene: il giudice di primo grado del tribunale di Alessandria e anche la Corte d'appello hanno rigettato la richiesta, perché non c'è modo di provare con certezza che l'uomo davvero non volesse la figlia. "Tant'è che la bambina è nata" dicono i giudici. Colpa dei medici la cui negligenza ha impedito l'efficacia dell'aborto, affermano gli avvocati dell'uomo. Sarà, ma adesso dovranno tentare di convincere la Cassazione. Perché a convincere la ragazzina delle ragioni delle loro intenzioni nell'intentare questa causa, probabilmente non ci riusciranno mai.

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Commenti all'articolo

  • Irene88

    08 Agosto 2015 - 11:11

    Se non ci fossero limiti su quando abortire, non ci sarebbero problemi di sorta.

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    • marioangelopace

      26 Agosto 2015 - 10:10

      già. poi meravigliamoci se belle ragazze, dopo il decimo selfi in bikini, hanno una crisi di rigetto e scappano in Siria ad arruolarsi col Califfato

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  • grisostomo

    grisostomo

    08 Agosto 2015 - 10:10

    L'aborto è un crimine che lo Stato ha rinunciato a colpire. Ma questa storiaccia dice che quei due potenziali assassini della loro figlia non sono contenti di essersela cavata s buon prezzo. Ci vorrebbe l'ergastolo.

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