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Il dibattito

Il Papa: "Non siate ostaggi del profitto" e a Melfi il vescovo vuol fermare la Fca

Il Papa:

Papa Francesco torna sul terzo comandamento. Lontano da ogni tentazione integralista, all’udienza generale, spiega che «preghiera e lavoro possono e devono stare in armonia, come insegna san Benedetto». Fra i temi che ha più a cuore, ricorrono le «tre T» peroniste: tierra, techo y trabajo. Se alla prima ha dedicato l’enciclica Laudato si’, ora si sofferma sul tema del lavoro per ripetere che «la Santa Famiglia di Nazaret appare come una famiglia di lavoratori», un luogo dove si impara che chi non lavora non mangia.

Tuttavia, «quando il lavoro si distacca dall’alleanza di Dio con l’uomo e la donna, quando si separa dalle loro qualità spirituali, quando è in ostaggio della logica del solo profitto e disprezza gli affetti della vita, l’avvilimento dell’anima contamina tutto: anche l’aria, l’acqua, l’erba, il cibo». Una settimana dopo il disastro ambientale di Tianjin, le ingiustizie del comunismo cinese si rispecchiano perfettamente nelle parole del pontefice. In realtà, anche in Puglia, stroncate dalla fatica, muoiono braccianti e madri di famiglia che lavorano per dodici ore al giorno a due euro l’ora, all’insaputa dei sindacati.

Per il principio di sussidiarietà, interviene la Chiesa. Dal Vaticano, quindi, risuona un «ora et labora» attualizzato. Il Papa prende in esame anche «la moderna organizzazione del lavoro», che «mostra talvolta una pericolosa tendenza a considerare la famiglia un ingombro, un peso, una passività per la produttività del lavoro. Ma domandiamoci: quale produttività? E per chi?»
Poi viene la questione del lavoro domenicale, sollevata dal vescovo di Melfi, monsignor Gianfranco Todisco, il quale, in una lettera alla Fca e indirizzata in particolare a Sergio Marchionne, chiede all’azienda di concedere il riposo domenicale ai suo seimila dipendenti. Il prelato non nega, anzi sottolinea, che il successo di Jeep Renegade e Fiat 500X permetterà loro «di guardare al futuro delle loro famiglie con maggiore serenità». Ora si può tirare un sospiro di sollievo perché «tanti papà, dopo anni di riduzione delle ore di lavoro e di cassa integrazione, hanno finalmente ricevuto uno stipendio completo, che permetterà di continuare a pagare, senza affanno, il mutuo contratto per la nuova casa, di non ricorrere più all’aiuto dei genitori pensionati per pagare le utenze e arrivare alla fine del mese». Forse ci saranno anche debiti da pagare. Ma non tutto si riduce a far quadrare i conti. C’è anche un altro genere di benessere.

Da parte sindacale, sono un po’ sorpresi. Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl, osserva che «anche il vescovo di Melfi quando era stato firmato l’accordo sette mesi fa si era detto contento del fatto che l’intesa salvaguardava la partecipazione alle funzioni religiose».

In ogni caso il Vangelo chiarisce che ricordarsi di santificare le feste non significa che, se ti cade un asino o un bue nel pozzo, sia giusto lasciarlo lì a morire prendendo a pretesto il riposo sabbatico. Ci mancherebbe altro che gli ospedali e le ferrovie si fermassero la domenica e nelle feste comandate. La dottrina sociale della Chiesa non è la sharia, la Quaresima non è il Ramadan e il Papa non è il Califfo.

Tuttavia, monsignor Todisco si spinge fino a suggerire che «permettendo ai genitori di trascorrere la domenica in famiglia, non solo si favorisce il benessere della famiglia, ma diventa anche il migliore investimento che un’azienda possa fare». A suo avviso, «consegnare un’automobile con un giorno di ritardo non sconvolge il piano di produzione, che in questo momento va a gonfie vele. Oltretutto si tratta di prodotto non deperibile come i prodotti alimentari». Anzi, «sospendendo l’attività domenicale per 24 ore, il prodotto Fca acquista un valore aggiunto, perché mette al primo posto la dignità della persona umana». E magari, lasciando gli operai a casa la domenica, si potrebbe arrestare il calo demografico. Così salirebbero anche le vendite delle vetture familiari.

Andrea Morigi

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Commenti all'articolo

  • Happy1937

    20 Agosto 2015 - 19:07

    E' mai possibile che non passi giorno senza che qualche prete dica una stupidaggine?

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  • gmario52

    20 Agosto 2015 - 18:06

    Se la chiesa e i Vescovi pensassero alle anime e lasciassero lavorare chi deve pensare a sfamare il corpo , credo sarebbe meglio. La palla al piede del Vaticano in Italia ha contribuito a farci rimanere un paese. in ritardo su tutti i fronti. Questo Papa integralista sarà la goccia che farà traboccare il vaso

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  • Karl Oscar

    20 Agosto 2015 - 16:04

    Ho lavorato un anno con i preti e non mi hanno versato i contributi

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  • dubhe2003

    20 Agosto 2015 - 16:04

    Vescovi sordi...al dire del Papa:" Chi sono io per giuducare?" Vescovi disobbedienti...almeno ascoltino quando dice ogni tanto qualche cosa di giusto!!

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