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L'imam della moschea di viale Jenner rapito nel 2003

A Pollari 10 anni di carcere
per il sequestro Abu Omar

L'ex numero uno del Sismi era stato considerato non processabile in primo e secondo grado, ma la Cassazione aveva annullato la sentenza d'appello. Nove anni al suo numero 2 Marco Mancini

L'avvocato: "Non gli è stato possibile difendersi per il segreto di Stato imposto sulla vicenda dagli ultimi tre governi"
A Pollari 10 anni di carcere
per il sequestro Abu Omar

 

L'ex numero uno del Sismi (il Servizio segreto militare), Niccolò Pollari, è stato condannato nel processo d'appello-bis a 10 anni di reclusione per il sequestro di Abu Omar, l'imam della moschea di viale Jenner a Milano. Il suo braccio destro Marco Mancini, numero due del Sismi, ha avuto una condanna a 9 anni di reclusione. Altri tre imputati hanno avuto sei anni di carcere.

Al telefono con uno dei suoi difensori, l'avvocato Nicola Madia, il generale Nicolo' Pollari si e' definito "sconcertato" per la sentenza con la quale la Corte d'Appello di Milano lo ha condannato a dieci anni di carcere. "Non ce l'aspettavamo - ha aggiunto Madia - Pollari e' stato condannato nonostante il segreto sia stato apposto da tre diversi governi, impedendogli di difendersi". Lo stesso Pollari ha detto a caldo: "Io condannato come Enzo Tortora. Gli italiani sanno che sono innocente". Era presente al momento del verdetto l'altro funzionario del Sismi, Marco Mancini, che non ha voluto dire nulla. Uno dei suoi legali, Luigi Panella, ha sottolineato che "in questo processo sono stati utilizzati atti coperti dal segreto".

Abu Omar era stato rapito Il 17 febbraio 2003 a Milano da dieci agenti della Cia e un maresciallo dell'Arma dei Carabinieri che fino a un anno e mezzo prima aveva lavorato nella sezione antiterrorismo del ROS di Milano. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti l'imam era poi stato trasportato presso la Base aerea di Aviano e quindi trasferito in Egitto dove era stato recluso e interrogato subendo torture e sevizie.

In primo e in secondo grado il tribunale (condannando a 8 anni Robert Seldon Lady, a 3 anni a Pio Pompa e Luciano Seno, entrambi funzionari del SISMI e mediamente a 5 anni 22 agenti CIA) aveva disposto il non luogo a procedere per Pollari e Mancini, ma nel settembre dello scorso anno la Corte di Cassazione aveva impugnato la sentenza di appello che li aveva definiti non processabili. La Cassazione ha accolto la richiesta della pubblica accusa, secondo la quale c'erano elementi di prova da valutare non coperti da Segreto di Stato.

I giudici della Corte d’appello di Milano hanno anche stabilito un risarcimento provvisionale di un milione di euro a favore di Abu Omar, al termine dell’appello  bis in cui Pollari è stato condannato a dieci anni. Per la moglie dell’ex imam di via Jenner la Corte ha deciso una provvisionale da mezzo milione di euro.

 

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Commenti all'articolo

  • alfredido1

    13 Febbraio 2013 - 00:12

    Credo si possa concludere che la Magistratura di Milano finanzia il terrorismo e ne difende i Capi. Veramente un bel lavoro !

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  • fossog

    12 Febbraio 2013 - 21:09

    ...e noi facciamo processi a chi, patriotticamente ed utilmente, li ributta a far danni in casa loro... io mi vergogno delle istituzioni italiane, non mi riconosco in esse, non mi sento nè rappresentato nel mio sentire nè tanto meno mi sento TUTELATO. Questa non è giustizia, è autodistruzione ad opera della parte più decadente dello stato.

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  • marari

    12 Febbraio 2013 - 19:07

    la magistratura va contro l'interesse e la sicurezza dello Stato? Ma è ovvio, nel nostro!!! Difatti solo da noi non si possono condannare a indennizzi salatissimi (che meritano) i giudici che prendono granchi e sono contro tutti gli apparati dello Stato. Berlusconi ha ragioni da vendere, questa magistratura va riformata e subito.

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  • bepper

    12 Febbraio 2013 - 18:06

    Abu Omar fu rapito, mandato in Egitto, messo in galera, torturato e poi riconosciuto esente da colpe addirittura dagli egiziani. Dai commenti, se ho capito bene, l'errore giudiziario pare quello di Pollari...Almeno chiedere scusa...

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