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Turismo, come cambia il turismo nel mondo dopo un attentato: le mete più scelte per colpa del terrorismo

Turismo, come cambia il turismo nel mondo dopo un attentato: le mete più scelte per colpa del terrorismo

Quasi tutti gli operatori turistici italiani stanno esultando per i grandi numeri registrati in questa stagione estiva. Secondo gli analisti del settore, ci sono sempre più persone che viaggiano, ma quel che si è ridotto drasticamente negli ultimi anni sono le destinazioni che si possono ritenere sicure. Gli attentati terrostici e le instabilità politiche di diverse località turistiche hanno influenzato le scelte dei viaggiatori, portandoli a preferire mete interne rispetto a quelle estere.

Le mete abbandonate - Negli ultimi venti anni il numero di arrivi e partenze è raddoppiato, raggiungendo nel 2012 il miliardo e segnando un incremento anche nel 2015. Cifre che ridanno speranza a un settore che deve periodicamente far fronte con l'espansione del virus del terrore che fa quasi cancellare del tutto dai cataloghi delle agenzie di viaggio mete un tempo gettonatissime come la Tunisia, Egitto e Libano, oltre che Siria e Libia. Rischia anche la Turchia, dopo l'ultima escalation di attentati. Nei primi mesi del 2015 c'è stato un grosso calo dei viaggi in Africa, frenati dalle notizie sull'epidemia di ebola e sui massacri di Boko Haram. E poi, riporta La Stampa, l'ultimo caso in ordine di tempo, quello in pieno centro a Bangkok in Thailandia. Già da tempo non sono praticamente più contemplate dai tour operator destinazioni ricche di bellezze come Yemen, Iraq, Afghanistan, Pakista, Corno d'Africa, Sudan e Congo.

La strategia - Quando le organizzazioni terroristiche fanno esplodere una bomba in un luogo particolarmente affollato di turisti, come quello davanti al tempio buddista thailandese, raggiungono immediatamente lo scopo di indebolire l'economia del Paese colpito. Per Thailandia e Tunisia è il turismo a far ruotare buona parte del sistema economico nazionale, lo mette in ginocchio e rende il Paese più vulnerabile.

Le mete che resistono - I tour operator sono costretti a cambiare continuamente le proprie rotte, scoprire nuovi luoghi che possano interessare i turisti italiani: "Rimangono luoghi come Iran, Giordania, Armenia e Marocco" dice alla Stampa l'amministratore delegato di un tour operator specializzato in viaggi esotici e avventurosi. Crescono di conseguenza mete come le Americhe, l'Oceania e un po' tutta l'Europa, Italia compresa. Le scelte di chi programma un viaggio all'estero è tutto basato innanzitutto sulla fiducia che si ha in quel Paese, lo sanno bene al World travel & travel council che hanno analizzato l'impatto del terrorismo sulle scelte dei viaggiatori. L'analisi ha stabilito che sono necessari tra gli 8 e 26 mesi perché una destinazione torni a essere considerata dopo esser stata colpita da una bomba o da un disastro naturale.

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