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Coppia dell'acido, mamma Martina e il figlio separati: rinvio sulla pelle del bimbo, ma almeno hanno evitato lo spot a Don Mazzi

Coppia dell'acido, mamma Martina e il figlio separati: rinvio sulla pelle del bimbo, ma almeno hanno evitato lo spot a Don Mazzi

L'unica nota positiva è che mamma acido e suo figlio non verranno affidati al narcisismo e alla smania di protagonismo di don Mazzi. Per il resto, la decisione presa ieri dal tribunale dei minori di Milano è forse la peggiore, date le circostanze. Prima di tutto perché non è una decisione, bensì un rinvio che lascia le cose sospese in un limbo destinato a danneggiare in qualche modo tutti i protagonisti della vicenda e in primo luogo il bambino, il solo del quale francamente ci interessi davvero.

Che cosa significa infatti che il piccolo andrà in una struttura protetta e la madre in carcere, ma nel frattempo sia lei che Alexander Boettcher, il compagno sfregiatore di innocenti, e quei provetti educatori dei nonni potranno vederlo di tanto in tanto? E questo in attesa di un decisivo supplemento di indagine sulla famiglia della durata di quaranta giorni, non uno di più non uno di meno. Ma per indagare su che cosa che già non si sappia? E, anche fosse, anche esistessero altri misteriosi anfratti da esplorare, perché questa fondamentale attività non è stata espletata prima, visto che il pargolo non è arrivato all'improvviso portato da una cicogna?

Martina Levato era incinta già mentre seminava dolore e distruzione nella vita degli altri, colpevoli di nulla se non di averla conosciuta. Anzi, a quanto pare lo faceva proprio in quanto era incinta e doveva «purificarsi»: questo almeno secondo la versione delirante fornita dalla coppia di disgraziati, perché il pubblico ministero sospetta che il nascituro sia stato cinicamente sfruttato già allora per fini processuali, come una sorta di polizza anti-carcere. Che l'aspirante eviratrice (già, ha fatto anche questo) avrebbe partorito a metà agosto era dunque arcinoto e tutte le informazioni sulle due famiglie avrebbero potuto e dovuto essere raccolte. Come di fatto è avvenuto, viste le durissime conclusioni messe nere sui bianco dagli stessi giudici.

E allora perché questa ulteriore dilazione? Perché permettere che il povero bambino cominci ad affezionarsi alla mamma se poi si stabilirà (giustamente, a parere di chi scrive) di toglierglielo per affidarlo ad altra e più adeguata famiglia? O, viceversa, perché impedire che il neonato, già così sfortunato, almeno possa godere appieno del contatto con la genitrice, se poi si farà l'errore di lasciarglielo? Misteri della nostra giustizia, che mai come questa volta avrebbe dovuto essere celere e che invece, come sempre al riparo di altissime giustificazioni, sceglie la strada più comoda. La quale, come ci insegnano gli antichi, di rado è anche la più giusta.

di Massimo de' Manzoni

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Commenti all'articolo

  • Gian Alberto

    23 Agosto 2015 - 15:03

    Vai a lavorate e paga le tasse!

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  • Royfree

    23 Agosto 2015 - 02:02

    Idiota imbecille. Io lo butterei in una fossa piena di letame.

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  • RobertRolla

    22 Agosto 2015 - 21:09

    Povero don Mazzi. Adesso, fra una soubrette e l'altra, con chi si spupazzerà? Con Corona? Bella coppia!

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  • alkhuwarizmi

    22 Agosto 2015 - 20:08

    Don Mazzi, uno dei migliori esempi di religiosi che, in luogo della missione evangelica che dovrebbe essere lo scopo della loro appartenenza alla Chiesa Cattolica, sono diventati le star dei salotti radical-chic televisivi, pieni di chiacchiere "progressiste" e di cialtronerie.

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