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La Cgil inventa il decesso di un bracciante

La Cgil inventa il decesso di un bracciante

Peggio di chi lucra sui morti c' è solo chi (i morti) se li inventa. Va bene che ad agosto c'è penuria di notizie e va bene pure che inserirsi nei dibattiti, magari insufflando le polemiche, può giovare alla visibilità oltre che all'immagine di una organizzazione o di un singolo personaggio.
Epperò la Cgil stavolta ha un tantino esagerato. La polemica in questione è relativa al "caporalato", fenomeno criminale volto al procacciamento di manodopera lavorativa da sottopagare. Nel dettaglio, ci stiamo riferendo alla notizia (falsa) di un bracciante morto nelle campagne pugliesi. Notizia diffusa mercoledì dal coordinatore del dipartimento immigrazione della Flai-Cgil Puglia, Yvan Sagnet. Il quale ieri, davanti ai Carabinieri, ha ritrattato tutto. O quasi. Ascoltato dai militari dell'Arma, Sagnet ha detto "non essere in possesso di alcuna informazione diretta e circostanziata" sulla presunta morte - nei campi di Rignano Garganico in provincia di Foggia - di un bracciante 30enne del Mali, il cui corpo sarebbe poi stato occultato dai caporali.
"Ho solo appreso la notizia quale voce che circolava all' interno del ghetto, senza fornire alcun elemento utile a rintracciare testimoni o comunque persone in grado di raccontare fatti utili al prosieguo delle indagini".
Quando aveva lanciato la bomba, in realtà, aveva fornito non pochi dettagli. Il sindacalista sosteneva che il bracciante sarebbe morto "crollando all'interno di uno dei 57 cassoni di pomodori che aveva raccolto" e che "il corpo dell'uomo" sarebbe "stato occultato dai caporali".
E ancora: la morte sarebbe "avvenuta nei campi mentre raccoglieva pomodori" e risalirebbe a "due domeniche fa". Il cadavere, aveva spiegato sempre Sagnet, non si trova "negli obitori né di San Giovanni Rotondo né di Foggia. Quindi è molto probabile sia stato sepolto dai caporali nel ghetto oppure nascosto con qualche altro espediente". Lo stesso dirigente Cgil aveva fatto accenno pure a contatti coi responsabili del 118. Il racconto, insomma, pareva veritiero. E invece. Dalle investigazioni in corso è finora emerso che in agosto non risultano decessi negli ospedali della provincia di cittadini del Mali. Emerge solo che l' 11 agosto scorso, nell' ospedale di Foggia, è stato ricoverato, dopo essersi presentato autonomamente, un giovane cittadino maliano, bracciante agricolo che dimora nel "ghetto-villaggio" di Rignano Garganico, per motivi non riconducibili al lavoro nei campi. Il giovane, in ogni caso, è stato dimesso.
I controlli dei Carabinieri - Di là dai falsi allarmi, negli scorsi giorni, gli stessi Carabinieri hanno avviato una serie di controlli in provincia di Foggia per contrastare l' utilizzo di manodopera irregolare e lo sfruttamento di lavoratori. Il bilancio è stato di trentadue aziende irregolari su 61 controllate, 430 lavoratori agricoli identificati dei quali 71 risultati irregolari e 64 occupati in nero; 6 aziende agricole sospese dall' attività imprenditoriale. E qui non ci sono fantasie. L' unica faccenda vera, in effetti, è il dramma degli schiavi in mano ai caporali. Un tema così importante (ieri l' Inps ha lanciato i certificato di qualità delle aziende agricole per dare un bollino blu a chi rispetta le regole, pagando regolarmente stipendi, tasse e contributi) che sindacati e governo hanno ritenuto opportuno trattare in piena estate. Col rischio (assai concreto) che a partire dalla prossima settimana non se ne parlerà più.

Francesco De Dominicis

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Commenti all'articolo

  • gescon

    02 Settembre 2015 - 18:06

    Camusso vergogna stai zitta.

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  • elon

    02 Settembre 2015 - 17:05

    I Sindacati Italiani sono da sopprimere servono solo a stipendiare quattro fannulloni incapaci.

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  • itas50

    02 Settembre 2015 - 16:04

    cosa aspettarsi da gente che è riuscita ad inventarsi perfino migliaia e migliaia di tesserati in più di quelli reali ??!!!!!

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  • Oscar1954

    02 Settembre 2015 - 16:04

    Purtroppo questa è solo l'ultima balla che i compagni vanno sbraitando a raccontare. Si inventano di tutto pur di raccattare consenso e con ciò quattrini per continuare a mangiare, bere, godersi la vita, a spese della comunità, senza mai lavorare. Infatti lavorare costa sudore e loro hanno la pelle delicata.

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