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Di nuovo fuori

Dopo 30 anni torna in libertà Luigi Chiatti, il 'Mostro di Foligno'

Dopo 30 anni torna in libertà Luigi chiatti, il 'Mostro di Foligno'

Ha scontato 30 anni di carcere e adesso il 'Mostro di Foligno', Luigi Chiatti, è di nuovo in libertà. Era il 1992 quando venne ritrovato il corpicino di Simone Allegretti in fondo ad una scarpata con un bigliettino che ne rivendicava l'omicidio e le indicazioni per ritrovare un altro cadavere, quello del piccolo Lorenzo Paolucci. Messo alle strette allora Chiatti confessò l'omicidio dei due bambini di 4 e 13 anni. Il suo avvocato, Guido Baccino, però ha tenuto a precisare che adesso potrebbe finire in una clinica psichiatrica per i prossimi tre anni: "Potrebbe essere trasferito in una Rems (Residenze per l'esecuzione di misure di sicurezza) in un'altra struttura, non ci è stato comunicato dove. I genitori di Chiatti sanno del provvedimento aspettano di sapere la destinazione".

La rabbia dei parenti dei bimbi uccisi - I parenti delle vittime del mostro di Foligno, tramite le parole del proprio legale, hanno subito commentato preoccupati la libertà riguadagnata dall'omicida: "Ciò che oggi interessa è garantire l'internamento di Chiatti, magari in uno dei carceri psichiatrici non ancora dismessi". "Mi auguro che in caso di delitti così efferati commessi da soggetti socialmente pericolosi il legislatore faccia un dietro-front. Lo Stato ha il dovere di provvedere alla custodia dei criminali psichiatrici, prima di tentare una loro improbabile guarigione", ha aggiunto l'avvocato Giovanni Picuti.

Ucciderà ancora - Il suo processo si era concluso in Cassazione con la condanna a 30 anni ma l'uomo nel 2006 è riuscito a ottenere uno sconto della pena anche grazie all'indulto. L'accusa aveva chiesto l'ergastolo, concesso solo in primo grado, perché lo giudicava, basandosi sulla perizia dello psichiatra Vittorio Andreoli, in grado di agire lucidamente. Ma i giudici alla fine ne avevano dichiarata la semi infermità mentale, a causa da un periodo di violenze subite in orfanotrofio. Una scelta che aveva già allora suscitato molte polemiche visto che Chiatti aveva dichiarato ad una guardia carceraria: "Una volta che avrò scontato la mia pena, forse saranno vent'anni, studierò quello che ho scritto sul floppy-disk a proposito dell' omicidio di Simone. Così almeno questa volta ucciderò con più intelligenza".

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Commenti all'articolo

  • Gios78

    05 Settembre 2015 - 15:03

    La pena in Italia ha lo scopo di rieducare al fine di reinserire in società. É un discorso un po' filosofico. L'attuale giurisprudenza nega che la pena possa servire a punire il reo. Si parla di riorientamento. Ai tempi di Lombroso i matti come Chiatti si impiccavano o si mettevano in manicomio a vita perché malati e pericolosi. Oggi, scontata la pena si esce e si torna in società.

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