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A Modena

"Equitalia istiga al suicidio", ma l'autore del video-denuncia viene querelato

"Equitalia istiga al suicidio", ma l'autore del video-denuncia viene querelato

"Equitalia vuole la guerra? Io sono pronto". Non s'è lasciato spaventare e chiama all'appello tutti i cittadini vessati dalle cartelle esattoriali, Mauro Merlino, il disoccupato di Sassuolo che Attilio Befera, ex numero uno di Equitalia, ha querelato per diffamazione. Secondo Befera Merlino avrebbe danneggiato Equitalia "nella reputazione e nell'onore" con un video di 40 secondi affidato a YouTube, nel quale l'uomo dichiarava che l'ente di riscossione "andrebbe denunciato per istigazione al suicidio".

Il processo si terrà il prossimo 28 settembre, a Modena, e potrebbe diventare un evento di portata sociale se le migliaia di chiamate di solidarietà ricevute dal sassolese, si traducessero in presenze concrete davanti al Tribunale, come in tanti hanno promesso. "Non ho cartelle in sospeso con Equitalia - precisa Merlino -, ho semplicemente espresso una opinione per sensibilizzare tutti su una realtà drammatica, che ho provato di persona".
L' uomo, 45 anni, ex dipendente di un' azienda che ha delocalizzato e trovatosi dunque senza lavoro, scopre la piazza virtuale dei social e si interessa ai casi nazionali simili al suo. Postando i suoi commenti diventa, quasi senza volerlo, eroe di una battaglia combattuta da tanti nella vergogna: "Le piccole attività, gli imprenditori, non ce la fanno più - spiega - sono costretti a lavorare come matti per riuscire a pagare tutte le tasse e prima o poi questo li porta a chiudere. L' alternativa è indebitarsi fino al collo e finire nei guai".
A far andare Befera (300mila euro l anno di stipendio come direttore dell'Agenzia delle entrate e oggi presidente dell'organo di vigilanza Eni) su tutte le furie è un breve video, che l uomo pubblica per l'appunto su YouTube (ora rimosso), nel quale si parla dei suicidi degli imprenditori sotto il torchio delle tasse. Come, per esempio, Giuseppe Campaniello, l' artigiano bolognese morto nel 2013 per essersi dato fuoco davanti alla Commissione tributaria di Bologna. Poco tempo dopo Equitalia chiese alla vedova di saldare la cartella da 60 mila euro rimasta in sospeso.
A sostenere Merlino contro la denuncia per diffamazione c'è un avvocato di Bergamo, che ha deciso di seguirlo gratuitamente. Ma nei giorni scorsi della vicenda si è interessato anche Carlo Taormina, che ha contattato il disoccupato dopo essere venuto a conoscenza del caso. "Il 28 non sarò solo, più di duemila persone mi hanno chiamato, intenzionate ad essere presenti nel giorno dell' udienza - aggiunge - e mi arrivano conferme ogni giorno, da famiglie e da movimenti popolari e associazioni per i diritti umani. Verranno in silenzio, senza violenza, per testimoniare il dramma che colpisce tanti". Timore? "Certo, ma credo di avere il diritto di criticare chi mi mette le mani in tasca e non si confronta mai. Befera si sta prendendo una grave responsabilità, perché se perdo nessuno più potrà esprimere un pensiero, un' opinione. E quando si è costretti al silenzio di fronte ad una ingiustizia cresce dentro una rabbia invisibile e pericolosa".

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Commenti all'articolo

  • assuntam13

    23 Settembre 2015 - 05:05

    La sua lotta e'a favore di tutti i cittadini italiani senza voce che versano in difficolta'.Grazie

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  • allianz

    09 Settembre 2015 - 08:08

    "E quando si è costretti al silenzio di fronte ad una ingiustizia cresce dentro una rabbia invisibile e pericolosa". Quella rabbia sta salendo lentamente,sommessamente,per il momento concretizzata nelle urne....Attenti politici..quando il popolo ha la pancia vuota diventa pericoloso.Molto pericoloso.E di lampioni ce ne sono a sufficenza

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  • Incazzato2015

    08 Settembre 2015 - 22:10

    non sprechiamo la rabbia ad elencare tutti gli attributi negativi su quel c.....ne di Befera impegniamoci a dare sostegno con la nostra presenza in tribunale.

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  • gescon

    08 Settembre 2015 - 21:09

    Penosi. Dagli una sedia ed interpretano subito il ruolo.

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