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Il processo

Yara, venerdì riparte il processo contro Massimo Bossetti

Yara, venerdì riparte il processo contro Massimo Bossetti

Parte venerdì nell'aula della Corte di assise di Bergamo il processo contro Massimo Giuseppe Bossetti, accusato dell'omicidio di Yara, la ginnasta di Brembate. Ci sarà il faccia a faccia con i genitori che parleranno della ragazzina, parlerà anche la sorella Keba, la cugina Nicla. Ricosrtruiranno le ultime ore dalla ragazzina, ci si chiederà se Yara conosceva o no il muratore di Mapello con familiari e accusa che ribadiranno quanto ripetono da sempre: la ragazzina non avrebbe mai dato confidenza a uno sconosciuto. Quello che sua madre in realtà ripete dal primo giorno. La mamma dovrà ricostruire il pomeriggio di quel maledetto 26 novembre del 2010 spiegare nuovamente perché la ragazzina avesse portato con sé un registratore. "Il giorno prima della scomparsa la direttrice dei corsi di ginnastica ritmica aveva chiesto alle ragazze presenti se qualcuna fra loro avesse uno stereo portatile, da mettere a disposizione per la gara in programma la domenica dopo. Era presente Keba, la mia figlia maggiore, che ha risposto: sì, noi lo abbiamo".

La sorella e la testimone - Keba, la sorella aveva quindici anni quando è cominciato tutto, la ragazza si è costituita parte civile con i genitori. Ai carabinieri, come ricorda il quotidiano Il Giorno, aveva detto che sua sorella si confidava molto con lei e che da qualche mese Yara le aveva detto che le piaceva un ragazzo.  Sarà inoltre sentita come testimone Alma Azzolin, una donna di Trescore Balneario che aveva detto di aver visto alla fine dell'estate del  2010, nel parcheggio del cimitero di Brembate, un' auto grigia modello Station Wagon con alla guida un uomo. Poco dopo si era presentata, di corsa, una ragazzina che si era infilata nella vettura. La donna ha detto che dopo una settimana mentre era in coda al supermercato aveva riconosciuto in un uomo in coda davanti a lei alla cassa, lo stesso che era alla guida dell'auto. In seguito aveva anche riconosciuto Bossetti e Yara ma solo in una fotografia che le era stata mostrata. 

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Commenti all'articolo

  • bettely1313

    09 Settembre 2015 - 20:08

    che cosa deve spiegare? Yara aveva il dono dell'ubiquità; alla stessa ora Yara sale sul furgone di Bossetti, nel mentre i cani molecolari portano Yara al Cantiere. Non solo è stato detto dai soloni del crimine in Italia in diretta, che Yara a pochi metri da casa forse è allora che è salita sull'auto di Bossetti, tengo a precisare, quando un giovane di Brembate la vede parlare con due persone

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  • gigi0000

    09 Settembre 2015 - 15:03

    Spero non si debba attendere la cassazione per avere una sentenza come quella di Perugia. Non si scherza con la vita della gente! E' sempre più vicina l'ora dei patiboli nelle pubbliche piazze, ove i cialtroni incapaci, che appunto rovinano l'esistenza delle persone, vengano giustiziati a furor di popolo. Scienza e coscienza, diligenza, perizia, prudenza,secondo la legge ed equità.

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  • cartonito

    09 Settembre 2015 - 13:01

    ora è il momento di cogliere l'uva e fra poco le olive penso che quello sia il posto migliore per quei giudici incompetenti e somari perlomeno se fanno qualche sbaglio è rimediabile e non danneggeranno le persone.

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  • zydeco

    09 Settembre 2015 - 12:12

    La solita vergogna della giustizia italiana. Come sempre i grandi giudici italiani e la stampa che condanna gli indiziati prima del processo faranno la solita figura dei peracottari. Una sola cosa e' sicura che i giudici di questi processi faranno carriera come la fecero quelli del caso Tortora.

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