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Yara Gambirasio, al via il processo: Massimo Bossetti seduto accanto agli avvocati

Yara Gambirasio, al via il processo: Massimo Bossetti seduto accanto agli avvocati

È iniziata stamattina di fronte alla consueta folla il processo a Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio. Su richiesta dei difensori l’imputato, in jeans e camincia bianca, è stato fatto sedere a fianco degli avvocati e non nella gabbia degli accusati nella quale aveva trascorso le prime due sedute. All’inizio della seduta i suoi avvocati hanno chiesto il diario di Yara e gli atti del Dna. Diario che, ha spiegato il pm Letizia Ruggeri, non è stato mai acquisito: all’inizio delle indagini sono solo state fatte alcune fotocopie per capire il profilo della vittima. Nel corso della seduta saranno ascoltati i genitori di Yara e la sorella Keba: la sera
del 26 novembre 2010 in cui avvenne il rapimento doveva essere lei a portare il registratore alla palestra, compito per il quale si offrì Yara. 

La madre - Maura Panarese, mamma di Yara Gambirasio, è la prima familiare della vittima ad essere stata sentita nel corso della seduta in corso stamattina del processo a Massimo Bossetti, accusato di avere rapito e ucciso la ragazzina. La donna ha iniziato ricostruendo le abitudini della figlia: "Avevamo un rapporto normale, con alcuni litigi come capita a tanti. Frequentava la palestra con ragazzine più piccole di lei e altre più grandi. Negli ultimi due mesi aveva deciso di lasciare il catechismo. Frequentava spesso la palestra nei pressi della quale è stata rapita, aveva gli allenamenti il lunedì e mercoledì, a volte ci andava da sola a piedi o in bici, altre la accompagnavo io in auto". La bambina aveva abitudini regolari: "Si svegliava alle 6,45, andava a scuola e tornava con il papà è un’amica, io portavo il piccolo. Il lunedì pomeriggio Yara andava in palestra, il martedì a scuola di latino, mercoledì tornava a casa nostra e pranzava con due amiche e i venerdì (giorno del rapimento, ndr) tornava in palestra. Era il giorno del pagellino e Yara era contenta per i buoni voti ricevuti".

La ricostruzione - Yara sarebbe dovuta rientrare alle 18.45 e quando intorno alle 19.30 la ragazza non era ancora rientrata la mamma chiama Yara al cellulare.  "Ha fatto tre o quattro squilli, poi è scattata la segreteria telefonica. Allora ho chiamato la palestra e mi hanno assicurato che mia figlia era uscita verso le 18.30 dicendo che sarebbe tornata a casa". A quel punto, quando anche papà Francesco era rientrato a casa, sono scattate le ricerche e la denuncia di scomparsa ai carabinieri.

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Commenti all'articolo

  • afadri

    12 Settembre 2015 - 12:12

    ma quale schiaffo. È o non è un diritto di chi subisce un processo essere presente ai dibattimenti.? Per cortesia almeno questo concediamolo. O siete così sicuri che andrebbe condannato senza che abbia possibilità di sentire quanto dicono sul suo conto.!? Ma questa allora è giustizia.?

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