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Brembate

Massimo Bossetti sfida la madre di Yara: "Non temo il suo sguardo"

Massimo Bossetti sfida la madre di Yara:

In aula, i due sguardi si rincorrono ma non si trovano mai. La madre di Yara Gambirasio ci prova a guardare, per la prima volta dall'inizio del processo, Massimo Bossetti, l'uomo accusato di avere ucciso sua figlia. Ma non ci riesce. Eppure Bossetti non si sottrae. Non teme Maura Panarese. "Non temevo il suo sguardo" dice in seguito, durante una pausa, "non avevo motivo di temerlo. Sono innocente, non ho fatto niente. Ho tre figli e non sarei mai stato capace di fare del male a una bambina".

Al contrario, gli occhi di Bossetti si fissano sulla madre di Yara per tutte le due ore della sua deposizione, non si staccano. Come racconta il quotidiano Il Giorno, "il gel è scomparso dai capelli del muratore di Mapello, è rimasta l' abbronzatura perenne di chi era abituato a lavorare all'aria aperta". Al suo ingresso, circondato dagli agenti di polizia penitenziartia, prima di lasciare la gabbia, ha guardato come di consueto il pubblico e ricambiato il saluto di una signora che non perde una udienza. La madre di Yara prende la parola, senza cedimenti, senza esibizione di dolore. Non crolla nemmeno quando rievoca le ore terribili della sera del 26 novembre 2010, la sera della sparizione. Yara che non rientra, il viavai di telefonate, la corsa al centro sportivo, le ricerche, il terrore. Poi parla il marito, Fulvio Gambirasio: "Yara non aveva il permesso di stare fuori senza avvisare. Sono andato a cercarla al palazzetto dello sport. Avevo una cena. Sono uscito a piedi. Verso le otto mi ha chiamato Maura: 'Torna in fretta'. Ho girato attorno al centro sportivo, nelle vie vicine". A quel punto il signor Gambirasio non ce la fa. Crolla, piange. Continua, parlando della bella pagella che Yara aveva ottenuto quella stessa mattina. Ripercorre i giorni della paura e della speranza. Uno dei tre giudici popolari, una donna, si commuove. Bossetti ascolta, non si scompone. Viene chiesto al padre di Yara se conoscesse l'imputato: "Ho dei vaghi ricordi. Mi pare di ricordarlo da ragazzo che girava a Brembate in bicicletta o in motorino. C' è la possibilità che lo abbia visto nel cantiere di Palazzago, ma non gli ho mai parlato". 

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Commenti all'articolo

  • sibonosecondo

    16 Settembre 2015 - 16:04

    Xchè nn viene pubblicato il mio commento? Grazie

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  • kicner

    13 Settembre 2015 - 17:05

    E' ovvio che un bugiardo riconosciuto da tutti i suoi conoscenti ha pure la faccia tosta di guardare in faccia l'interlocutore a cui è stata propinata la bugia. Nessuno vorrebbe che un padre di famiglia, con figli piccoli, andasse in galera, lo dico davvero, ma le prove che casualmente sono state trovate impongono un serio processo. Qui non si scherza, l'ergastolo e dietro l'angolo.

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  • bettely1313

    12 Settembre 2015 - 19:07

    Bossetti si è sempre proclamato innocente,guardare fisso la mamma di Yara è coerente con se stesso non si sente in colpa. Cercando lo sguardo dei genitori è come voler dire che c'entro io con la morte di vs. figlia, non sono io che ho ucciso Yara. Non c'è nessuna sfida. Forse nel suo comportamento c'è quasi un sentimento che li accumuna nel dolore, la morte di Yara per loro. il disprezzo per lui

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  • giseppe

    12 Settembre 2015 - 19:07

    e se fosse innocente chi lo paga ?(vedi perugia) visto come vanno i processi in italia

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