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La svolta

Domenico Maurantonio, la perizia: "Aveva molto alcol in corpo"

Morte Domenico Maurantonio, il ragazzo  aveva bevuto molto

Una svolta nel caso di Domenico Maurantonio, lo studente di Padova precipitato da un balcone dell'Hotel Da Vinci di Milano mentre era in gita a Expo, potrebbe essere vicina. Il 12 settembre le indagini hanno rivelato che, la notte fra il 9 e il 10 maggio, prima di precipitare dal balcone, Domenico aveva bevuto, e molto. Nel sangue e nelle urine del ragazzo sono stati trovati 3,27 grammi di alcol ancora da smaltire, elemento che fa pensare a una bevuta in camera insieme ai compagni di scuola.

Le testimonianze - E sono proprio gli studenti che erano in gita con Domenico che sono stati più volte interrogati per chiarire cosa sia accaduto, ma senza successo. I ragazzi con cui il giovane condivideva la stanza si sono accorti che Domenico non era a letto solo al mattino, alle 7,30, quando sono andati a colazione. Durante la notte, tra le 5,20 e la sveglia, arco di tempo in cui Domenico è precipitato, nessuno sembra essersi accorto di nulla. Solo uno dei due compagni che dormiva nel letto matrimoniale con la vittima, ricorda di essersi svegliato e di non averlo visto, ma "Domenico aveva detto che voleva lavarsi i capelli", e così, convinto che il ragazzo fosse in bagno, si è rimesso a dormire.

Lo sconosciuto - Una conferma importante però arriva da alcune ragazze che partecipavano alla gita. Le compagne di Domenico sostengono, come era stato sostenuto da altri da persone coinvolte nell'inchiesta, che la notte dell'omicidio si aggirasse per l'hotel un uomo non identificato. Sulla cinquantina, con la barba, l'uomo le avrebbe aiutate ad aprire la porta della loro stanza che aveva problemi a sbloccarsi, verso le 23.30. Le ragazze dicono di averlo rivisto ore dopo, quando sono uscite dalla camera, verso le 2.30 di notte. Stava vicino a una finestra del quinto piano, non molto lontano da quella da dove Domenico è precipitato, e non ha detto né fatto nulla quando le ha viste.

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Commenti all'articolo

  • Happy1937

    13 Settembre 2015 - 17:05

    Strano che tutto questo alcool non sia stato rilevato subito e venga fuori a tanti mesi di distanza. Efficienza degli inquirenti italiani!

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  • fortaleza

    13 Settembre 2015 - 16:04

    i reperti della necropsia in documenti cartacei devono essere guardati in cassaforte, e nei computers dell'IML in zone protette e con passwords sicure, e che possano essere accessate solamente dal medico perito e da nessun altro. Completato il lavoro, i rusltati devono essere dati al PM responsabile dell'investigazione. e dopo stop. Esiste un sigillo professionale inviolabile.

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  • fortaleza

    13 Settembre 2015 - 16:04

    Ottima e pessima informazioe, alla stesso tempo. l'esame per la quantificazione di alcol nel sangue si fa in 10 minuti al massimo. Un relatorio completo di una necropsia di un cadavere recentemente morto, in 1 mese deve essere completata. non vi sono motivi per una dilatazione di tempo. Rivelare risultati parciali di una necropsia è eticamente riprorevole e criminalmente punibile.

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  • bettely1313

    12 Settembre 2015 - 19:07

    quindi confermerebbe che Domenico sia uscito dalla stanza perchè tutto quell'alcool nello stomaco lo rendeva insonne. L'uomo nel corridoio molto probabilmente se non è un dipendente dell'hotel potrebbe essere uno sbandato magari con la necessità di andare al bagno e non trovandolo non è riuscito a trattenersi. Ormai sporco c'è stata una colluttazione per prendersi mutande e calzoncini di Domenico.

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