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Il processo

Coppia dell'acido, in aula il ragazzo sfigurato sfida con lo sguardo Alex Boettcher

Coppia dell'acido: in aula il ragazzo sfigurato sfida con lo sguardo l'aggressore

La mattina del 16 settembre Stefano Savi, il giovane aggredito con l'acido nel novembre del 2014, si è presentato in aula di giustizia al Tribunale di Milano indossando un cappello. Un tentativo, il suo, per limitare la visione del volto sfigurato dove l'orecchio destro ormai non c'è più, e l'occhio sinistro è solo una fessura da cui il ragazzo non vede nulla. Ma Savi in aula c'è voluto andare lo stesso, ci ha voluto "mettere la faccia", come sostiene lui stesso. E ha voluto affrontare, guardandolo negli occhi, l'uomo che l'ha sfigurato: Alexander Boettcher. Savi, per tutto il tempo che è stato in aula, non l'ha mai guardato. Stava seduto con la testa rivolta dall'altra parte, impassibile. Ma non si è rifiutato di passare di fianco alla gabbia prima di uscire. E li si che si è fermato e ha guardato negli occhi il suo aggressore, voleva far vedere che non ha più paura.

Il caso - Secondo l’accusa, Boettcher e la sua compagna Martina Levato, assieme al presunto complice Andrea Magnani, hanno aggredito Savi mentre tornava a casa "per uno scambio di persona". Il vero obiettivo non era lui, bensì il fotografo Giuliano Carparelli che aveva avuto un flirt con la Levato. L'unica colpa di Savi dunque, è stata quella di assomigliare molto alla vera vittima e di frequentare gli stessi locali per studenti che frequentava anche Carparelli, nulla più. Durante il processo è emerso poi come Boettcher e la Levato avessero organizzato una "vera e propria associazione a delinquere" e avessero pensato a un piano molto dettagliato per punire la vittima. Vittima che, tra l'altro, non era la prima. Il gurppo di agresori infatti puniva qualsiasi ragazzo che si frequentasse occasionalmente con Martina, come dimostra l'aggressione più famosa, quella a Pietro Barbini.

Come se nulla fosse - In particolare, il regista di tutti gli attacchi sarebbe stato proprio Boettcher. Ma l'ideatore non pare preoccuparsi delle accuse che gli vengono mosse. Serafico, nella gabbia, si alza di tanto in tanto e manda baci a una ragazza. Poi sorride, quasi a voler prendere in giro tutti i presenti. Intanto il processo va avanti e nei prossimi giorni saranno ascoltati anche Martina Levato e il complice Andrea Magnani. 

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Commenti all'articolo

  • Fabius Maximus

    16 Settembre 2015 - 20:08

    Io mi domando ,di fronte alla disgrazia di questo ragazzo sfigurato, se non si vergognano tutti quelli che continuano a rompere le scatole per ottenere l'affidamento ,o anche solo la visione, del bambino agli sciagurati genitori o ai nonni.

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  • francori2012

    16 Settembre 2015 - 18:06

    Popolo,riflettete,vi sembra giusto che,questi Vermi,con altri imitatori,tra circa 8 anni,siano liberi e che la vittima sia Sfregiato per sempre? I signori Buonisti,sono Tonti se pensano all'eventuale Resipiscenza del Reprobo.L'unico deterrente è la dura pena,il resto sono "Palle".Chi si ricorda della rapina di via Osoppo a Milano (30 anni di galera),sa di cosa parlo. Francori2012

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  • marfor47

    16 Settembre 2015 - 16:04

    e questo tipo sarebbe in grado di educare un figlio ??

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