Cerca

Mozione di sfiducia al Cav

Ma Tonino e Dario sono divisi

Mozione di sfiducia al Cav
L'opposizione non riesce a fare neppure un'unica opposizione. Il caso Mills e le riforme parlamentari sono i due temi sui quali l’opposizione scatena la propria offensiva nei confronti del presidente del Consiglio, eppure non se cava un ragno dsl buco. Franceschini va da una parte, Di Pietro va dall'altra. E così ecco che questa mattina Tonino ha presentato (da solo) una mozione di sfiducia nei confronti del governo Berlusconi, del quale chiede le dimissioni. L'annuncio della mozione di sfiducia è stato fatto dal leader dell'Italia dei valori a Verona durante una manifestazione elettorale. Ma l'appello a Pd e Udc affinchè sostengano l’iniziativa è caduto nel vuoto. Il partito di Franceschini, infatti, ha presentato a sua volta una mozione articolata in due parti: una riguarda la vicenda Mills per la quale si sollecita il premier a rinunciare al lodo Alfano,  la seconda si concentra sulle riforme e rilancia la bozza Violante che alla fine della scorsa legislatura fu votata in modo bipartisan dai due schieramenti. Ma non si fa alcuna menzione alla richiesta di dimissioni del presidente del consiglio. Anche Franceschini, naturalmente, invita Idv e Udc ad “appoggiare la nostra iniziativa perché è indispensabile lavorare insieme piuttosto che gareggiare tra di noi per qualche voto in più”.  E alla fine Tonino accetta. Anche se a malincuore: “Siccome un bicchiere d’acqua fresca con questo caldo non fa male, firmeremo la mozione del Pd”. E che il boccone da mandare giù sia amaro lo dimostrano le parole di Donadi e Belisario, capigruppo di Camera e Senato: “Sembra che il Pd non voglia contrastare davvero Berlusconi - affermano -.  Gli strateghi del Pd spieghino la differenza tra farsi bocciare una mozione inutile o una dal grande valore politico. Sembra che l'avversario del Pd non sia Berlusconi, ma l’Idv”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • gasparotto

    27 Maggio 2009 - 13:01

    Di Pietro mi ricorda quei predicatori del medioevo che convinti arringavano le folle, prospettando l'inferno ed i diavoli a tutti i peccatori ed accusando tutti di nefandezze e di mercimonio, di adorare falsi idoli e di fare affari vendendo immagini sacre ed indulgenze. Sì proprio come costoro che benchè predicassero la loro morale, ne combinavano di cotte e di crude. Erano i peggiori lestofanti ed i più impenitenti dei peccatori. Ecco questo è Di Pietro, uno che non ha smesso mai di pensare di essere un PM e di stare in terra a redimere l'umanità peccatrice. Nella vita pubblica di questa caotica nazione ci mancava anche un Fra'Dolcino!

    Report

    Rispondi

  • VincenzoAliasIlContadino

    27 Maggio 2009 - 12:12

    Il grande vecchio: Tu mi dici quello che devo fare e io lo faccio. Dall avviso a Napoli del 1994 che lasciò la Presidenza, oggi si vuole fare bis con lo scherzetto dolcetto Gandus? Mozione invece dall avvocato Franceschini di cui, mi chiedo, ma dove ha studiato diritto? Il primo è da sempre giustizialista, il secondo distruttore con Woterloò della Sinistra In poche parole, ma per dare titoli di colpevolezza non servono più i tre gradi di giudizi? Secondo la prima sentenza non riguarda Mills. Perché dunque, Presidente o no, chicchessia debba rinunciare ad una Legge votata dal Parlamento, per il Pd, Franceschini e Di Pietro la Costituzione è morta? Vincenzo Alias Il Contadino.

    Report

    Rispondi

blog