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Il pretesto

Colosseo chiuso, il retroscena: il decreto-lampo contro gli scioperi di Renzi pronto da giorni. La visita di Franceschini al Quirinale

Colosseo chiuso, il retroscena: il decreto-lampo contro gli scioperi di Renzi pronto da giorni. La visita di Franceschini al Quirinale

La stretta sugli scioperi per i siti di alto interesse culturale e turistico era pronta da tempo. Forse per questo sono bastate 2 ore al consiglio dei ministri per mettere a punto il decreto che prevede anche la precettazione da parte del garante per i dipendenti di musei e luoghi storici, esattamente come quelli di trasporto, scuole e ospedali. A far scatenare il blitz è stato il caos di venerdì mattina al Colosseo, chiuso per tre ore a causa di un'assemblea sindacale. Turisti stranieri nel caos, figuraccia mondiale. Ma c'è un però: l'assemblea era stata annunciata (e concessa) da una settimana, per discutere il problema degli straordinari e festivi non pagati da un anno. Perché dunque il governo si è svegliato solo a disastro già avvenuto? Il 24 luglio era successa più o meno la stessa cosa agli scavi di Pompei, con altra figuraccia turistica. Perché non fare nulla fino a oggi?

Il dubbio, sollevato dal retroscena di Ugo Magri sulla Stampa, è che in realtà Palazzo Chigi non aspettasse altro che un buon pretesto per tirare fuori la pistola, già carica, dal cassetto e puntarla alla tempia di Susanna Camusso, della Cgil e degli altri sindacati, con cui da mesi ha ingaggiato un corpo a corpo durissimo. Come sempre, il premier Matteo Renzi ama agire sull'onda emotiva dello sdegno o dell'entusiasmo. In questo caso, la prima opzione. Però, scrive Magri, il piano è stato preparato meticolosamente. Le tre righe in un solo articolo che modificano la legge 146 del 1990 erano già state scritte, lette e rilette, con tanto di avvertimento al Capo dello Stato in quanto provvedimento d'urgenza. Non a caso, lo stesso ministro dei Beni culturali Dario Franceschini si è recato al Colle giovedì, con la certezza degli scioperi in una tasca e, probabilmente, il decreto-lampo nell'altra.

Intanto, nella notte sono stati bloccati i fondi per i salari accessori per il 2014 e il 2015 (quelli a proposito dei quali era stata indotta la assemblea al Colosseo) ma i tempi per i pagamenti saranno molto lunghi. Lo afferma Daniela Volpato, segretario nazionale Cisl Fp. «Padoan - spiega - ha firmato l’autorizzazione a pagare ma ora parte tutto l’iter burocratico che è molto farraginoso e allunga i tempi. Per capirci il pagamento diretto ai lavoratori potrebbe arrivare anche a fine anno, quando invece le prestazioni sono fatte ogni mese». Per la Cisl bisogna assolutamente risolvere questo nodo: «Dovrebbero far fare un’anticipazione di cassa al Mibact», conclude Volpato.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    20 Settembre 2015 - 10:10

    Il posto per adunate sindacali non manca. Perché occupare lo spazio turistico pià famoso al mondo? Hanno sbagliato a chiedere il sito e sbagliato a concederlo . La normativa ci voleva e mi chiedo se non arriva con lungo ritardo.

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  • imahfu

    20 Settembre 2015 - 10:10

    Si dica tutto il male possibile di Renzi. Ma chi al suo posto? L'Angurioni,? La Pitonessa? Via non facciamo ridere troppo chi già ride delle stupidaggini della sedicente opposizione. Costui non mi piace ma qualche risultato l'ha portato a casa. E' giovane, parla a braccio e con linguaggio diretto; ha un largo credito all'estero. Occorre essere chiari con se stessi. Non mi piace ma lo approvo.

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  • Vittori0

    19 Settembre 2015 - 12:12

    ..molti settori "STRATEGICI" vanno gestiti con le "COMANDATE" a salvaguardia di macchine e impianti come avviene nelle industrie ,e i sindacati lo sanno benissimo e non si lede il diritto di sciopero o assemblea....

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  • giovcav

    19 Settembre 2015 - 10:10

    Se è previsto dalle attuali norme, non può essere considerato uno sciopero!, Perchè sin dalla sua introduzione non si è mai voluto regolamentare questo diritto? che ci crea e ci creò disagi. La colpa non è del lavoratore, è di chi glielo permette, ovvero, sindacati e politici. Ha rimetterci è sempre il povero lavoratore.

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