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Sentenza della Cassazione

Ubriaco al volante: se bevi meno paghi di più

Ubriaco al volante: se bevi meno paghi di più

Meglio ubriachi che brilli, meglio una bottiglia che un bicchiere di vino. È una specie di "pubblicità progresso" al contrario, il paradosso normativo svelato da una recente sentenza della Cassazione. Il 31 luglio scorso i giudici della Suprema Corte hanno infatti stabilito che la «tenuità del reato», in alcuni casi, sia applicabile anche al reato di guida in stato di ebbrezza. E così ne esce fuori l' assurda conseguenza che se un automobilista supera il tasso alcolemico degli 0,8 grammi per litro, dovendo essere giudicato penalmente, verrebbe graziato; mentre se si trova nel limbo tra gli 0,5 e gli 0,8 g/l, dalle sanzioni amministrative non lo salverebbe nessuno.

Nel mezzo dell' estate gli Ermellini, con la sentenza n. 33821, hanno stabilito che per chi commette un mini-reato, in forme particolarmente leggere, può arrivare quel colpo di spugna che annulla del tutto il fascicolo penale, trascinando con sè le sanzioni amministrative collegate. Nel caso specifico, la IV sezione si era pronunciata sull' episodio di un romano sorpreso al volante con un tasso di poco superiore allo 0,8 g/l e che non aveva commesso infrazioni, rimanendo nei limiti di velocità, senza avere quindi rappresentato un concreto pericolo per sé o per gli altri. Un principio assurdo, considerato che chi beve meno alcool invece non ha scappatoie. Un guidatore più morigerato, cioè uno che per capirci ha un tasso alcolemico tra gli 0,5 g/l e gli 0,8, non ha sconti: come minimo è costretto a pagare 500 euro di multa, ma rischia anche la confisca del veicolo e di stare tre mesi senza la patente. Questo cavillo della «tenuità del fatto» ha indubbiamente bisogno di correttivi per evitare che finisca per punire più severamente chi si è comportato meglio.

La Cassazione ha definito «fatto tenue» tutti quei reati per i quali è prevista la reclusione fino a 5 anni, oppure la pena pecuniaria. Oltre alla guida in stato d' ebbrezza, tra gli 0,8 g/l e gli 1,5, dovrebbe quindi rientrare anche la guida sotto l' effetto di stupefacenti. Una seconda ipotesi che fa rabbrividire chi da sempre si batte contro le stragi del sabato sera. Il timore, infatti, è che tutti questi anni di campagne contro chi si mette al volante alterato, siano spazzati da questo paradosso normativo che potrebbe spingere chi ha già bevuto un bicchiere a berne altri due prima di mettersi alla guida.

In sede di esame parlamentare si erano posti dei paletti sull' esercizio del principio di «tenuità del fatto», per evitare che fosse graziato anche chi commetteva atti di particolare violenza o gravità punibili secondo la nostra giurisprudenza con pene entro i cinque anni. In fase di stesura del decreto si era però preferito non escludere alcun tipo di reato, il che ammette il ricorso alla tenuità del fatto anche per delitti al pari di violenza privata, stalking, minaccia, violenza, truffa o appropriazione indebita. E guida in stato di ebbrezza.

La decisione finale, perciò, passa nelle uniche mani del pubblico ministero, che può decidere - per ora - senza troppi limiti di dare questo miracoloso colpo di spugna.

Che cosa dice la legge - La guida in stato di ebbrezza è un reato previsto dall' ordinamento giuridico italiano agli articoli 186 e 187 del Codice della strada, di competenza del Tribunale monocratico. Con una serie di modifiche le sanzioni previste sono state inasprite. In caso di accertamento di un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro sono previste due sanzioni amministrative, il pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.000 e la sospensione della patente da tre a sei mesi. In caso di accertamento di un tasso superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro, le sanzioni sono l' ammenda da euro 800 a euro 3.200, l' arresto fino a sei mesi e la sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno.La sentenza della Cassazione crea un paradosso normativo Il guidatore pizzicato con valori poco sopra il limite di punibilità penale può evitare sanzioni se il giudice lo ritiene illecito lieve. Ma al di sotto niente sconti Ubriaco al volante?
Se bevi meno paghi di più.

di Roberta Catania

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Commenti all'articolo

  • silvano45

    13 Gennaio 2016 - 17:05

    ormai le sentenze politiche e di fantasia dei nostri magistrati che poverini si sentono come degli schiavi per il troppo lavoro non si contano più, privilegiati non grandi lavoratori non hanno dimostrato grandi capacità visto le multe comminateci dall'europa sono il vero problema di questo paese a cui occorre porvi rimedio anche se fosse necessario cacciarli tutti

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  • antikitera2005

    27 Novembre 2015 - 08:08

    Fate voi. Io ho abbandonato la macchina 5 anni fa perché ormai avete legiferato di schifo tutto attorno ad essa ed è solo una scusa per fottermi soldi. Vado a piedi e per mostrarti un documento me lo chiedi con la pistola altrimenti niente. E pazienza se senza auto sono meno produttivo. Meno produco meno tasse pago meno PIL, se poi produco abbastanza poco posso entrare nel gruppo di quelli che ciucciano soldi invece che tra quelli che li danno.

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  • mapagolio

    26 Novembre 2015 - 09:09

    Ci vuole una riforma urgente degli ermellini ,mettendo dei cojote.

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  • Angelalbert

    23 Settembre 2015 - 10:10

    Ma questa è l'Italia comunista, così tutti i clandestini, rom, extracomunitari in genere e feccia marcia varia anche nazionale potranno liberamente andare per la strada ammazzando nostre e nostri connazionali inermi senza che sia loro mai comminata alcuna pena. I timore è che se gli italiani onesti reagiscono con una class action potrebbe scatenarsi una specie di guerra civile ma né vale la pena?

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