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Iniziative

Ancona, il rilancio inizia da Portobello: porto, gente comune, cultura e sport

Può una città ripartire dal porto? Scusate: quello che sembra un gioco di parole è in realtà una strategia, civica, di rilancio di un grande scalo marittimo del Mediterraneo orientale, Ancona.

Un rilancio economico, certo, ma anche sociale, storico, sportivo e artistico: Ancona è un approdo commerciale importante, ma le bellezze paesaggistiche e il patrimonio culturale non possono essere messe in ombra. In due parole: quando nel raggio di un chilometro hai un capolavoro dell'architettura romanica (San Ciriaco, ndr), che peraltro sorge sulle vestigia del Tempio di Afrodite e, poco più in là, un'antica chiesa... templare, due domande sulle risorse del luogo in cui vivi (e su come valorizzarle) sei costretto a fartele te. E a queste domande hanno cercato di dar “risposta” gli organizzatori di Portobello.

Ventiquattrore prima della cerimonia che, il 29 luglio scorso, ha restituito alla città l'antico porto, con l'abbattimento di barriere edificate dopo l'11 settembre, gli anconetani hanno trascorso una sera guardando, per una volta, la città dal mare.

Pesci e banchine - Una sfida, Portobello, non da poco, perché il desiderio di dare nuova linfa al capoluogo marchigiano arriva dalla gente comune. Ad esempio dai pescatori che, ormeggiati i battelli e tolti gli strascichi, hanno consentito ai dj di animare il molo Marrocchio con i dj set montati a poppa e con teli bianchi (tipo cinema) distesi sulle carrucole. Fragranza di verdicchio, aromi di street food, musica, design, stand di imprese con progetti innovativi hanno fatto il resto.

Esempio - Portobello è piaciuto, tanto da andare in replica nel primo week end di settembre. Ludovico Scortichini, operatore nel settore viaggi e presidente della sezione Confindustria di Ancona, riconosce all'iniziativa un ruolo di esempio: “perché non darsi da fare in questa direzione? - si domanda - La partecipazione della gente è stata tale da suggerire all'amministrazione locale una riflessione su quali possano essere quelle attività finalizzate ad un rilancio del territorio”. Portobello startup turistico? Ancora presto per dirlo ma, a quanto abbiamo visto, i numeri e le condizioni per una sua implementazione ci sono. E anche il carattere popolare è importante: la squadra di calcio locale è stata la prima, in Italia, nella quale i tifosi sono diventati azionisti. Una rivoluzione... fatta da gente comune.

La Piattaforma - Tra coloro che guardano oltre, studiando nuovi progetti di rilancio dell'area c'è Manuela Bora, neo assessore regionale (con delega al commercio a industria). E all'orizzonte, Manuela vede il porto di Ancona come una realtà dinamica, capace di articolarsi in una serie di servizi che, dal commerciale, si estendano andando ad incrociare anche cultura, turismo, formazione. “È necessario – spiega Bora - potenziare il nodo della piattaforma logistica delle Marche (interporto, porto e aeroporto) strategico nella sua posizione al Centro-Italia e che, sulla dorsale adriatica, guarda ad est verso i Balcani, a sud verso le rotte marittime del Mediterraneo (…) perché il Porto è anche turismo, e quindi economia, dove al terziario si legano attività prioritarie dell’economia del porto e da diporto, una tradizione artigiana e imprenditoriale sempre attiva, una vivace Università”.

di Marco Petrelli
@marco_petrelli

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