Cerca

La successione

Da Scola al giovane filippino
ecco i papabili secondo Libero

Dall'Arcivescovo di Milano, al ghanese che combatte l'Islam violento: ecco i possibili successori di Ratzinger

Da Scola al giovane filippino
ecco i papabili secondo Libero

 

di Andrea Morigi

Angelo Scola Da vescovo di Viterbo a Patriarca di  Venezia, fino alla nomina alla diocesi di Milano, Angelo Scola ha percorso un cammino che sembra condurlo quasi naturalmente verso Roma. Lombardo, 71 anni, cresciuto in Comunione e liberazione, e ordinato sacerdote in età adulta, Scola è un teologo impegnato nel dialogo interreligioso con la Fondazione Oasis. Il suo nome sta emergendo come uno dei più accreditati possibili successori di Benedetto XVI, non soltanto per l’apprezzamento del Pontefice dimissionario nei suoi confronti, ma anche per il ruolo di primo piano che gli italiani, tuttora il primo gruppo nazionale fra i cardinali con diritto di voto, potrebbero ricoprire nel prossimo Conclave in virtù della loro forza numerica. Tuttavia, Scola, già Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense a Roma e in seguito Preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi su matrimonio e famiglia, è gradito anche a numerosi porporati stranieri, in quanto non appartenente alla Curia romana. La sua nomina alla diocesi ambrosiana non era stata infatti vista con favore dal cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Un documento, originariamente scritto in tedesco, datato novembre 2011 e pubblicato da Il Fatto Quotidiano circa un anno fa, indicava proprio Scola come il successore di Papa Benedetto XVI, designato dallo stesso Pontefice. Il testo riferiva che il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, , durante un suo viaggio turistico a Pechino avrebbe affermato che «il Papa morirà entro 12 mesi», cioè entro dodici mesi. Successivamente, il cardinale Romeo ha smentito di essere all’origine di quella notizia, poi rivelatasi infondata.

Luis Tagle Fra i nomi che circolano più insistentemente, c’è Luis Antonio Gokim Tagle, cardinale arcivescovo di Manila, nelle Filippine. 55enne, detto «Chito» dai propri fedeli, ha dalla sua non solo la giovane età, ma soprattutto l’appartenenza alla Chiesa dell’Estremo Oriente. Benedetto XVI lo ha nomina cardinale presbitero di San Felice da Cantalice a Centocelle nel concistoro ordinario pubblico del 24 novembre 2012. Se, con l’elezione di Giovanni Paolo II, fu scelto un Pontefice dell’Europa dell’Est che potesse sfidare il potere sovietico, lo stesso meccanismo potrebbe scattare con la nomina di un asiatico in grado di affermare l’esigenza di rispettare il diritto alla libertà religiosa dei milioni di cattolici cinesi.

Marc Ouellet, Cardinale canadese di 68 anni, già arcivescovo di Québec e primate del Canada, ha già preso parte al Conclave del 2005 come cardinale elettore e in quell’occasione fu indicato fra i papabili dal National Catholic Reporter, che lo aveva inserito fra i venti porporati con le maggiori possibilità di essere eletti al soglio pontificio. Dalla sua, parrebbe avere avuto anche l’appoggio dello stesso cardinale Joseph Ratzinger, divenuto poi Papa Benedetto XVI. Una conferma oggettiva di tale stima è la sua nomina da parte dello stesso Pontefice, nel 2010, come prefetto della Congregazione per i Vescovi e presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina e, nel 2011, membro del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.

Peter Turkson Il presidente del pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il cardinale ghanese Peter Kodwo Appiah Turkson, 65 anni, figura fra i più accreditati nell’eventualità che la scelta del Conclave cada su un africano. Al recente Sinodo sulla nuova evangelizzazione si è distinto per aver proiettato un filmato sull’invasione islamica in Europa. Il Continente nero, benché scosso dalle guerre e dal martirio dei cristiani per mano islamica, è tuttavia il luogo dove si assiste alla crescita più sorprendente della Chiesa. Tanto da riflettersi sugli equilibri del collegio dei cardinali, in cui siedono 18 rappresentanti africani.

Timothy Dolan Undici dei 117 cardinali eleggibili sono statunitensi. Benché sia stata pesantemente coinvolta nello scandalo dei preti pedofili, la Chiesa nordamericana è stata profondamente rinnovata da Papa Benedetto XVI a partire dalla diocesi di New York, dove un anno fa ha nominato il cardinale Timothy Dolan, 63 anni, presidente della Conferenza episcopale Usa. Nel frattempo, i cattolici sono divenuti la religione maggioritaria nel Paese e hanno dalla propria un considerevole peso finanziario. Ma lo stesso Dolan ritiene «altamente improbabile» l’ipotesi di essere preso in considerazione perché «sto ancora scrivendo i biglietti di ringraziamento per gli auguri per la nomina a cardinale», ha detto, con una battuta.

 

Oscar Maradiaga Il salesiano honduregno Oscar Andres Rodriguez Maradiaga, 70 anni, arcivescovo di Tegucigalpa e già presidente di Caritas Internationalis, era dato fra i favoriti anche al conclave del 2005, che elesse Benedetto XVI. Ordinato vescovo nel 1978, fu elevato al rango di cardinale da Papa Giovanni Paolo II nel concistoro del 21 febbraio 2001. È famoso per le sue battaglie contro la droga e la corruzione, che lo hanno costretto a girare con la scorta. Nella Chiesa latino-americana gli è stata riconosciuta la dote di saper unire modernità e tradizione. Per evitare una guerra civile, dopo il colpo di Stato del giugno 2009 in Honduras, che aveva deposto il presidente Manuel Zelaya, il cardinal Maradiaga, con il Vaticano tramite il nunzio Luigi Bianco, e insieme con gran parte della Chiesa cattolica del Paese, si è schierato con il governo del nuovo presidente Roberto Micheletti.

Peter Erdo Il  cardinale Peter Erdo, arcivescovo di Esztergom-Budapest, Primate d’Ungheria e presidente della Conferenza Episcopale ungherese, è al suo secondo mandato come presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa. Suo nonno paterno era un rabbino ebreo, ma monsignor Erdo ha sviluppato un intenso dialogo con le Chiese ortodosse dell’Est europeo.
Il 5 novembre 1999 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo titolare di Puppi e ausiliare di Székesfehérvár, ed il 6 gennaio 2000 gli ha conferito l’ordinazione nella Basilica di San Pietro. È consultore della Congregazione per l'Educazione Cattolica, del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, e della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Ha partecipato alla preparazione di numerose leggi dello Stato riguardanti la libertà di religione e la Chiesa.

 

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog