Cerca

Mani nelle nostre tasche

Onu, eurobalzello su transazioni bancarie per aiutare i profughi

Onu, eurobalzello su transazioni bancarie per aiutare i profughi

Arriva la tassa sugli immigrati. Parte da lontano, dal Palazzo di Vetro di New York, ma promette di colpire i pochi cittadini europei che hanno ancora qualche soldo residuo da investire.

A partorire l’idea, neppure tanto originale e innovativa, è il vice-segretario generale delle Nazioni Unite, il francese Philippe Douste-Blazy, insieme a Giusi Nicolini, il sindaco di Lampedusa.

La affidano a The World Post, intervenendo a gamba tesa nel dibattito sulle politiche comunitarie di accoglienza, nel bel mezzo dell’emergenza rifugiati. Il progetto, spiegano, è reperire fondi da destinare a un “piano Marshall” per risolvere la crisi dovuta ai flussi migratori, attraverso l’imposizione fiscale su transazioni e strumenti finanziari.

Comunemente, quello strumento va sotto il nome di Tobin Tax, perché nel 1972 fu l’economista keynesiano James Tobin a proporlo per primo. Grande trovata, che valse allo studioso anche un premio Nobel. Peccato che quasi nessuno abbia poi voluto metterla in pratica. Da allora è oggetto di acceso dibattito fra i suoi fautori e i suoi critici. Di fatto non si è mai raggiunto il consenso generale, necessario a rendere la misura efficace in tutto il mondo. Non avevano considerato, i geni del prelievo forzoso, che alla notizia di una tassazione aggiuntiva in una piazza finanziaria gli investitori sarebbero prontamente fuggiti verso mercati meno esosi oltre che più redditizi.

Se non che, in questo controverso campo, l’Italia si pone all’avanguardia, con la legge 228 del 2012, entrata in vigore il primo marzo 2013, al crepuscolo del governo presieduto da Mario Monti. Quanto alla sua efficacia, è già abbastanza eloquente il gettito: circa 300 milioni di euro l’anno, ben al di sotto delle aspettative del Tesoro, che inizialmente stimava almeno un miliardo e 200 milioni di introiti per l’Erario e poi ha sistematicamente ridotto le pretese. Se le allineassero alla popolarità della tassa, arriverebbero a zero. Anzi, sotto zero, perché la sua applicazione ha coinciso con un crollo del volume d’affari da 184 miliardi, per limitarsi alla Borsa italiana.

In Francia, il secondo partner europeo ad avere introdotto la Tobin Tax, le cose non sono andate meglio. Tanto che nei palazzi di Bruxelles si è ormai smesso di parlarne.

Eppure sono proprio un’italiana, la Nicolini, e un francese, anzi l’ex sindaco cattolico di Lourdes ed ex ministro degli Esteri nel governo de Villepin fra il 2005 e il 2007, Douste-Blazy, a tornare alla carica. La loro intenzione è di colpire tutti i 28 Paesi comunitari, con una percentuale dello 0,1% sulle compravendite di titoli azionari e obbligazionari, riservando invece un più modesto 0,01% ai prodotti derivati. Equivale a dire che si privilegiano i grandi capitali alla George Soros con una tassazione più leggere, accanendosi invece con un carico dieci volte superiore contro privati e famiglie che affidano i loro risparmi ai gestori e alle banche.

Sarebbe perfettamente inutile rispolverare una proposta del genere, se non si trattasse di «prevenire un pericoloso aumento di razzismo e xenofobia». Con quel pretesto, potrebbe passare qualsiasi patrimoniale. Per sbaragliare ogni resistenza è sufficiente accusare chi vi si oppone di volere lo scontro di civiltà.

L’attuale tentativo di mettere le mani nelle tasche dei contribuenti europei si nasconde dietro una facciata umanitaria: il 25% degli incassi dovrebbero tornare ai Paesi d’ingresso dei migranti, sotto forma di assistenza finanziaria e tecnica, come proposto dall’Ocse, mentre una metà andrebbe nel Terzo Mondo, come aiuti alimentari, assistenza sanitaria, igienica ed educativa. Al rimanente 25%, i proponenti non fanno nemmeno cenno. Ma Douste-Blazy, che ricopre la carica di consigliere speciale dell’Onu per le fonti innovative dei finanziamenti allo sviluppo, certamente potrà dispensare qualche suggerimento su come spenderli.

In ogni caso, sostengono i due firmatari, è «l’unica soluzione che renderà possibile accogliere rifugiati politici con dignità e integrarli nelle nostre società» e allo stesso tempo consentirà di «evitare l’enorme ondata migratoria che incombe per la distanza sempre più larga fra i ricchi e i poveri, in un’epoca in cui la comunicazione è sempre più globalizzata».

È un’utopia che, per una strana concezione della funzione sociale della proprietà, confusa con la politica della sostituzione etnica, farà trasferire agli stranieri i guadagni dei cittadini europei.

di Andrea Morigi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • ZeroZeroCinque

    28 Settembre 2015 - 17:05

    @pensapositivo Sul gettito: non va mica alle associazioni che promuovono la Campagna, ma vorremmo che confluissero e.g. nel fondo per la non autosufficienza, il fondo verde globale, ecc a gestione pubblica e multilaterale..non ho capito cosa pensi i) della tassa e ii) come, se lo ritieni utile, interverresti per regolamentare i mercati? O là fuori va tutto bene!?

    Report

    Rispondi

    • Pensapositivo

      28 Settembre 2015 - 21:09

      Se non fatta a livello globale la pagheranno solo i piccoli risparmiatori che non possono spostarsi. Se fosse per me la farei pagare solo alle banche ESENTANDO i piccoli risparmiatori e i fondi pensione . Spiegatemi poi il senso di far pagare i derivati così poco confronto le azioni? Questo porterà ad un arbitraggio del mercato verso i derivati cfd ecc.. molto pericolosa dal mio punto di vista.

      Report

      Rispondi

      • ZeroZeroCinque

        29 Settembre 2015 - 19:07

        Parte 4 (ultima). Sai cosa sarebbe utile? Un'analisi approfondita e dettagliata sul tema! Con tanto di dibattito e manifestazione di posizioni divergenti su cui confrontarsi.. i nostri media non vanno a fondo nella questione.. e purtroppo, anche al costo di essere censurato, questo articolo non da uno spaccato e informazioni specifiche sul dibattito e sugli sviluppi della TTF europea..

        Report

        Rispondi

      • ZeroZeroCinque

        29 Settembre 2015 - 19:07

        Parte 3. Non sono d'accordo con una difesa tout-court di piccoli risparmiatori/fondi pensione. Se ti affidi a un gestore del risparmio con ottica di medio-lungo periodo la tassa ha un effetto trascurabile sul tuo portafoglio titoli..se la finalità è la valorizzazione a breve ad alto rendimento (con tanto HFT), beh, hai consegnato i risparmi alla speculazione.. liberissimo di farlo, ma paghi la TTF

        Report

        Rispondi

      • ZeroZeroCinque

        29 Settembre 2015 - 18:06

        Parte 2. La direttiva prevede misure anti-evasione piuttosto solide. Dovrai definitivamente abbandonare i mercati europei, le controparti europee, gli asset emessi negli 11 Paesi europei, l'asset management per conto delle istituzioni finanziarie degli 11 paesi, il 'falso' market-making.. guarda che per il sistema bancario degli 11 paesi non sarà facile.. poco spazio qui, ma possiamo ragionare..

        Report

        Rispondi

      • ZeroZeroCinque

        29 Settembre 2015 - 18:06

        Parte 1. Sull'aliquota più bassa per i derivati. La ragione è molto semplice. La proposta originaria (in parte mantenuta) della direttiva EU sulla TTF per gli 11 paesi europei del negoziato prevede nel caso dei derivati di applicare l'aliquota al 'face value' del sottostante che è generalmente molto alto, di gran lunga superiore al 'face value' persino delle azioni top-runners(Google, Amazon, ecc)

        Report

        Rispondi

        • Pensapositivo

          29 Settembre 2015 - 21:09

          (3) Per ovviare alla scarsa liquidità che la tassa comporta vogliono esentare i Market Maker ma chi sono quest'ultimi? Sono sopratutto BANCHE per chi non lo sapesse che ovviamente faranno la corsa per diventare Market Maker... quindi una tassa spacciata per punire le banche che causano crisi finanziarie non verrà pagata da loro ma dai cittadini.... Tassa stupida farcita di buoni propositi...

          Report

          Rispondi

        • ZeroZeroCinque

          30 Settembre 2015 - 09:09

          Sulla scarsa liquidità: http://fortune.com/2015/09/02/stock-market-volatility-china/ Ex chief equity strategist alla JP Morgan Chase! Prima di esaltare 'liquidità', cerchi di capire quanta ce ne sia e che uso se ne faccia! Alla faccia del price formation! Sui market makers, ma Lei ha idea della definizione stringente che si vuol dare all'attività di market making nel contesto negoziale??!

          Report

          Rispondi

        • Pensapositivo

          29 Settembre 2015 - 21:09

          (2)Le aziende che esportano avranno costi aggiuntivi per coprirsi dal rischio cambio, stesso discorso con i mutui casa il cui costo verrà scaricato al cliente finale. I mercati diventeranno meno liquidi facendo il gioco dei speculatori che con meno soldi li muoveranno a loro piacimento.

          Report

          Rispondi

        • ZeroZeroCinque

          30 Settembre 2015 - 11:11

          Se un'azienda fa vero hedging (e.g. per assicurarsi contro le fluttuazioni dei cambi), il costo della TTF è 'una tantum' con un'aliquota irrisoria (0.01 o meno)..se usi i derivati per speculare su andamento dei cambi (e fai HFT) la TTF è quello che ci vuole per disincentivarti! Quando parli di costi aggiuntivi per le imprese, qualitativamente e quantitativamente a cosa ti riferisci a questo punto?

          Report

          Rispondi

        • Pensapositivo

          29 Settembre 2015 - 21:09

          (1) I privati cittadini e i fondi pensione non hanno causato nessuna crisi finanziaria, poi per principio trovo ingiusto far pagare una tassa anche quando l'investimento si chiude in perdita. Che la tassa sia dannosa per le aziende, fondi e per le tasche dei cittadini i governi lo sanno benissimo, infatti sui titoli di stato non ci sarà chiaramente...

          Report

          Rispondi

        • ZeroZeroCinque

          30 Settembre 2015 - 11:11

          La TTF non vuole colpire privati cittadini o fondi pensione in quanto tali! Vuole disincentivare comportamenti sui mercati (guidati da altri big, ma seguiti da quasi tutti) che alla crisi hanno portato e porteranno a nuove bolle/crisi! Vuole soprattutto riportare la finanza a fare quel che deve fare, finanziare l'economia reale in ottica di medio-lungo periodo; ora è piuttosto un grande casinò..

          Report

          Rispondi

  • Pensapositivo

    28 Settembre 2015 - 16:04

    Tassa stupida che colpirà solo i piccoli risparmiatori e le pensioni integrative, i derivati che usano soprattutto le banche li vogliono tassare pochissimo che strano... zerozerocinque non siamo tutti ignoranti finanziariamente parlando... a voi interessa solo prendere un pezzo di torta (se ve lo daranno) del gettito per le vostre associazioni etiche...

    Report

    Rispondi

  • fepi65mi

    28 Settembre 2015 - 13:01

    sarebbe da dire...io non li ho voluti e non sborso un solo euro.... che paghi chi ha fatto la cazzata.Italia un paese da cui andarsene.

    Report

    Rispondi

  • ZeroZeroCinque

    28 Settembre 2015 - 12:12

    Tanto che nei palazzi di Bruxelles si è ormai smesso di parlarne. In realtà è ora alle fasi conclusive il negoziato a 11 Paesi Membri dell'UE (tra cui l'Italia) sul disegno di una TTF europea. Cosa c'è poi di male nell'intervenire con una misura che penalizza l'high-frequency trading e lo short-termismo dai connotati di mera speculazione, riportando la finanza al servizio dell'economia reale?

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog