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Omicidio Yara

Processo a Bossetti, una frase intercettata da un walkie talkie: "L'ho presa, sto arrivando"

Processo a Bossetti, una frase intercettata da un walkie talkie:

"Ce l'ho. L'ho presa. Sto arrivando". Sono queste le parole che la nuova testimone chiave del processo a Massimo Bossetti ha sentito dal suo walkie talkie la sera del 26 novembre 2010, quella in cui Yara Gambirasio svanì nel nulla. Anna Marra Prata spiega che per comunicare con la figlia, che abita accanto a lei a Ponte San Pietro, un paesino vicino a Brembate, usa delle ricetrasmittenti. E proprio una di quelle avrebbe intercettato la fatidica frase che potrebbe riferirsi a Yara. "L'ora me la ricordo bene, perchè stava iniziando un programma televisivo che mi piace. Tra le 18,15 e le 19,15", racconta la donna. A un certo punto il walkie tolkie gracchia e lei sente quelle parole che potrebbero cambiare le sorti di tutto il processo.

Le verifiche - Gianpaolo Bonafini, ai tempi capo della Mobile di Bergamo, interrogato il 2 ottobre, dice che la radiolina "era sintonizzata sul canale quattro. Secondo la casa produttrice non sono possibili interferenze, ma la signora Prata ha riferito di aver intercettato più volte le comunicazioni dei camionisti". Gli investigatori hanno poi effettuato altre indagini in merito ma, come ricorda Bonafini, "in linea d'aria la casa della signora Prata dista 800 metri dalla palestra di Brembate. Il segnale è buono in via Locatelli, dove è situata la palestra, e perde forza cento metri più in là in via Morlotti fino a scomparire del tutto verso via Rampinelli, dove si trova la villetta dei Gambirasio". Chi lanciava nell'etere quella strana informazione non è mai stato rintracciato dunque, però è probabile che potesse trovarsi nei pressi della palestra dalla quale è uscita Yara.

La strategia della difesa - L'obiettivo dei difensori di Bossetti ora, è quello di dimostrare come le indagini siano state condotte con approssimazione, senza verificare davvero a fondo i dettagli come quello dei walkie talkie. O come il fatto che il custode della palestra, Walter Brambilla guidasse, per portare a casa i ragazzini più piccoli, un furgone Iveco come quello che è entrato nel mirino delle indagini. Ma sull'uomo e sul suo veicol non sono mai state fatte indagini, tantomeno quella del Dna. Eppure la maestra di ginnastica di Yara ricorda perfettamente che, la sera dell'omicidio, Brambilla era alla guida del suo furgone, tant'è che la donna lo aveva incrociato sulla via del ritorno a casa.

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Commenti all'articolo

  • Janses68

    05 Ottobre 2015 - 08:08

    Tutte cazzate per sviare la verita' ---- Bossetti e' colpevole !!!

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  • predicatore1711

    03 Ottobre 2015 - 11:11

    sul canale 4 ? si parla di Citizens' band , il fatidico barracchino.. che non intercetta un telefonino corrispondente a 11 metri di lunghezza d'onda, destinata all'uso privato. i camionisti usano canale 8 e non 4

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  • alvit

    03 Ottobre 2015 - 09:09

    investigazioni tralasciate, intercettazioni cassate, indagini fatte come sempre dai ris ros, qui quo qua. Ora a distanza di cinque anni esce di tutto e sembra che come sempre i nostri geni hanno indagato con parsimonia e tralasciato molto. Già i frequentanti la palestra hanno schivato il dna, e molti che giravano li attorno, perdendo dati importanti. Intanto bosetti e li a riposare e farsi pippe.

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  • bettely1313

    02 Ottobre 2015 - 21:09

    me lo ricordo benissimo, la donna stava parlando con la figlia quando a un certo punto capta la frase. Se non ricordo male la frase diceva però, l'abbiamo presa.... collegando io, le due persone viste parlare con Yara da Enrico Tironi. Yara la prima volta esce dalla palestra circa alle 18,15 poi torna di nuovo in palestra ingannata dalle 2 persone e un papà la vede in palestra alle 18,40.

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