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L'intervista

Fesr, Camusso, Ast, Morselli: il rilancio mancato della siderurgia a Terni

"Il confronto tra Camusso e Morselli è stato molto interessante, ma privo di richiami alle problematiche del territorio", commenta il Cavalier Ivano Emili, presidente Regionale umbro di Casartigiani, in merito all'incontro fra la leader CGIL e l'AD di AST Lucia Morselli. Interessante e cordiale, aggiungiamo noi, con tanto di scambio reciproco di "voto", come a scuola, malgrado sul main theme del Jobs Act e del controllo a distanza le posizioni restino agli antipodi. Grande assente del meeting anche la PMI che, in Italia, rappresenta una grande forza produttiva. 

Emili, in sintesi cos'è avvenuto fra Morselli e Camusso? 
"Tutto e niente: l'AD ha ricordato la grande eredità industriale dell'AST, che la Società oggi vuol raccogliere e che ci sono buone basi per un ritorno ai fasti del passato. Parole ben accolte dal Segretario generale CGIL, che ha chiesto anche maggiori relazioni e innovazione...". 
Che sul piano pratico si traduce in? 
"Sono affermazioni che, se non riempite di contenuti, restano solo titoli di un tema senza svolgimento. A mio avviso sul palco è mancato uno dei protagonisti del rilancio, la PMI che rappresenta il tessuto sociale dell'economia cittadina e che fa da collettore tra il territorio, le istituzioni, le rappresentanze sociali e la multinazionale".  
E l'Acciaieria? Che futuro avrà il grande polo siderurgico? 
"È necessario ricostruire una sinergia che coinvolga Polo, sotto il profilo industriale, sociale e culturale. Nodo di Gordio è sviluppare una capacità d'analisi e una visione d'insieme per capire quali siano i progetti da elaborare e dove attingere i finanziamenti necessari per realizzarli".  
Parla dell'Area di Crisi Complessa? 
“Parlo della Programmazione Europea 2014/2020 del Fesr (Fondo europeo sviluppo regionale). Sono usciti i primi bandi; attendiamo anche la pubblicazione degli altri. I progetti verranno valutati subito, al momento dell'invio della domanda e se idonei finanziati, fino alla concorrenza del plafond stabilito, naturalmente. Quanto all'Area di Crisi la nostra posizione resta la stessa, quella esposta a giunta comunale e regionale nel marzo scorso: non pensiamo sia risolutivo inondare Terni di fondi pubblici, senza quella visione d'insieme alla quale accennavo. Si finirebbe per tirare a campare, con l'AST, per qualche altro anno e poi risvegliarsi nella medesima situazione di scarsa competitività".

di Marco Petrelli
@marco_petrelli

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