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La sentenza

Cassazione, lecito vedere film porno in ufficio durante pausa pranzo

Cassazione,  lecito vedere film porno in ufficio  durante pausa pranzo

Si possono guardare i film porno in ufficio. Basta che la visione avvenga in pausa pranzo. Parola della Cassazione che ha convalidato l'illegittimità del licenziamento inflitto a un operaio manutentore della Fiat di Termini Imerese il 13 maggio 2008. Secondo l'accusa dell'azienda "durante il turno di lavoro" "veniva notato dal personale addetto alla tutela del patrimonio aziendale in compagnia di alcuni colleghi di lavoro". In seguito a una serie di controlli, riferisce sempre la sentenza, nell'armadietto dell'operaio era stato ritrovato un pc con tre dvd a carattere pornografico. Da qui la decisione dell'azienda di espellere dal lavoro il dipendente che, in base alla contestazione, avrebbe leso il rapporto di fiducia con il datore di lavoro "svolgendo attività estranea alla prestazione lavorativa consistenti nella visione di filmati a carattere pornografico".

Il licenziamento dell'operaio era stato convalidato dal Tribunale di Termini Imerese il 7 luglio 2010. In appello la Corte di Palermo (novembre 2011) aveva decretato l'illegittimità del licenziamento ordinando alla Fiat Group Automobiles il rientro del dipendente con tanto di indennità pari alla retribuzione globale dal giorno del licenziamento a quello della reintegrazione, oltre al versamento dei contributi previdenziali. La Fiat ha insistito in Cassazione rimarcando che il licenziamento era stato inflitto per giusta causa. Ma Piazza Cavour ha bocciato la tesi difensiva. Chissà cosa ne pensa Sergio Marchionne...

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Commenti all'articolo

  • AG485151

    15 Ottobre 2015 - 13:01

    Magistratura da buttare. Speriamo che ci sia l'appello e che rimetta le cose a posto. Roba da matti.

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  • ubiqus

    15 Ottobre 2015 - 07:07

    marchionne è uno stronzo

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  • diwa130

    14 Ottobre 2015 - 19:07

    Ma che sciocchezza ! I computer usati dentro l'ambiente di lavoro usano il network aziendalale che e' di proprieta' dell'azienda che puo' vietare e sanzionare l'uso improprio. Se hausato mezzi privati si puo' comunque obiettare che il decoro ed il rispetto per gli altri impone certe regole di comportamento. Non conosco nessuna azienda che in casi simili non abbia sanzionato pesantemente.

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  • frabelli

    14 Ottobre 2015 - 18:06

    L'operaio era iscritto alla Fiom vero?!

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