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Crisi vaticana

Il Papa continua a picconare la Chiesa:
"Il Concilio è stata un'occasione persa,
ora si faccia sul serio per cambiare le cose"

Il Pontefice ha salutato i sacerdoti della curia di Roma. Il suo intervento è stato una frecciata a quella parte della Chiesa che non ha mai recepito il messaggio innovativo del Concilio
Joseph Ratzinger

In Vaticano regna il terrore

 

 

 

 

"E' un dono per me poter vedere il mio clero, il clero di Roma, prima di lasciare il ministero petrino. Sono molto grado per la vostra preghiera. Anche se mi ritiro in preghiera so che voi sarete vicini a me, anche se per il mondo rimango nascosto", così Benedetto XVI ha salutato i sacerdoti della curia romana, questa mattina, nell'aula Paolo VI. Un saluto che è servito, ancora una volta, per capire meglio i motivi delle sue dimissioni. Ratzinger ha parlato in maniera polemica del Concilio vaticano II. Secondo il Pontefice in quel caso si è persa un'occasione. E il messaggio del rinnovamento mai avvenuto sembra un'altra picconata a quel sistema porporato che Ratzinger forse ha provato a cambiare. "Cinquanta anni fa, mentre i padri conciliari erano chiusi nella Basilica di San Pietro, era in atto a Roma anche un Concilio dei media, un Concilio quasi per sè. E tramite i media è arrivato al popolo non quello dei padri, che era il Concilio della fede che cerca la parola di Dio, ma quello dei giornalisti che non si è realizzato nella fede ma nelle categorie dei media fuori della fede, con al centro l’ermeneutica politica. Tante calamità: miserie, seminari e conventi chiusi".   

Concilio occasione perduta - "Il Concilio virtuale - ha spiegato - era più forte di quello reale". Un Papa critico che non ha risparmiato stoccate a quella chiesa che ha ignorato il messaggio innovativo di quel Concilio. "Quell'appuntamento è stato visto come una lotta di potere tra diverse posizioni della Chiesa. E hanno preso posizione con quello che era più vicino al loro mondo, chiedendo una delocalizzazione del potere, che passava dal Papa alla sovranità popolare. Per loro era questa la parte da promulgare e aiutare, una tendenza che si fondava storicamente. La sacralità, dicevano, è pagana, Cristo è morto fuori dalle porte del Sacro, va esaltata la profanità del culto come partecipazione comune. Concetti - ha osservato Benedetto XVI - nati in una visione del Concilio fuori dalla sua propria chiave della Fede, basati sulla Scrittura come su un Libro storico da trattare storicamente e nient'altro".   Per Papa Ratzinger, nell’Anno della Fede, si può però realizzare una vera riforma della Chiesa: il  Concilio virtuale si perde e si rompe, quello della Fede appare come la vera forza". "Dobbiamo - ha esortato rivolto ai preti di Roma - lavorare per questo nell’anno della Fede". Il Papa detta già l'agenda. Non sarà più pontefice dal 28 febbraio. Ma da come parla, a quanto pare forse lui non voleva davvero lasciare il Soglio di Pietro. 

 

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • gdn1963

    16 Febbraio 2013 - 14:02

    Finalmente qualcuno che parla chiaro. Il Grande Giovanni Paolo II ha pontificato per 25 anni. Ha coperto scandali di ogni genere, dai preti pedofili agli scandali finanziari, alle guerre interne tra gentaglia che dovrebbe rappresentare il bene; morti misteriose e altre avvenimenti vergognosi che neanche più ricordo bene. Ed ora tutte le grane sono arrivate sulla schiena del povero Benedetto XVI. Ma come giustamente dice Lei, l'argomento è tabù; guai a parlarne. Provi ad accennare l'argomento in giro; rischia il linciaggio :-) Brutta cosa vedere le cose per come sono, e far finta che non siano vere..... Cordiali saluti egregio

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  • fossog

    14 Febbraio 2013 - 19:07

    non crediamo più alle favole, non riconosciamo più diritti a chi, come i preti del vaticano in primis, non lavora e non serve a nulla e consuma le fatiche altrui con voracità autoreferente. E, sempre noi società civile ci interroghiamo sui finanziamenti truffa dei politici dello stato italiano allo stato vaticano parassita. Verrà presto il momento che i parassiti verranno disinfestati ed eliminati del tutto.

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  • gioromeo

    14 Febbraio 2013 - 18:06

    Premesso che anche secondo me "Dalla Croce non si scende" probabilmente l'unico schiaffo che il Papa poteva dare alla Curia romana, da sempre luogo di intrighi e malefatte, è quanto ha dichiarato ieri e oggi. Non ha certo l'età per prendere a calci nel sedere quanti hanno fatto del messaggio di Cristo una copertura per lotte al potere . E speriamo che il prossimo non sia ostaggio di quanti lo avranno eletto.

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  • oneiros

    14 Febbraio 2013 - 17:05

    Ma se la Chiesa è davvero afflitta da tutte le magagne morali (ma non solo) di cui parla questo Papa (e io ne sono convinto quanto lui), non dovrebbe essere ripensata e modificata l’immagine tanto osannata e santificata del suo predecessore? Benedetto XVI, in fondo, ha tenuto il timone solo per otto anni. I vizi morali da lui denunciati non mettono radici in così poco tempo! Lo penso e lo scrivo, ma mi rendo conto di toccare un tabù quindi non ci sarà nessun revisionismo su questo punto.

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