Cerca

I consigli dell'esperto

Andrea Ghiselli, ricercatore del Crea: "Non esiste il prosciutto killer"

Andrea Ghiselli, ricercatore del Crea:

“Non è cambiato granché. La vera novità arrivata dall’Oms riguarda l’inserimento delle carni trasformate nella lista degli alimenti cancerogeni, ma i rischi legati al consumo di questi alimenti erano già noti da tempo”. Di fronte all’anatema lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità contro wurstel e salsicce il professor Andrea Ghiselli, ricercatore del Crea Alimenti e Nutrizione, il principale ente italiano dedicato all’agroalimentare vigilato dal ministero delle Politiche agricole, invita alla cautela. Intanto, spiega, “inserire tutti i salumi e gli insaccati in un grande calderone crea il rischio di un appiattimento dell’analisi”. In secondo luogo, prosegue Ghiselli, “bisogna avere ben presente che l’Oms ha individuato una correlazione tra un consumo giornaliero di 50 grammi di carne trasformata al giorno per diversi anni e un piccolo aumento della probabilità di contrarre alcune forme di tumore”. Troppo poco, sembra di capire, per parlare di prosciutto killer. Senza contare, aggiunge, che “a differenza degli altri agenti cancerogeni, di cui conosciamo i processi, in questo caso, non sappiamo esattamente qual è il fattore scatenante. Inoltre, eliminare dalle indagini tutte le variabili riguardanti lo stile di vita e il complesso delle abitudini alimentari è sempre molto complicato”.  Detto questo, dice il professore, “di fronte ad un avvertimento del genere non possiamo non invitare tutti a consumare il meno possibile questa tipologia di carni. Che non sono comunque indispensabili da un punto di vista nutrizionale”. Ma l’Oms mette sotto accusa anche le carni rosse non trasformate, dobbiamo rinunciare anche a quelle? “No, in questo caso io continuo a pensare che nell’ambito di una dieta mediterranea equilibrata, che comprenda molte fibre, legumi, verdura e frutta, la carne rossa possa essere tranquillamente mangiata una o due volte a settimana”. La differenza tra questi alimenti e gli insaccati, anche per l’Oms, non è trascurabile. Qui, precisa Ghiselli, l’Organizzazione della sanità “parla di correlazioni probabili, ovvero da verificare”.  In conclusione, suggerisce il professore, “allarmarsi molto non serve, ma mangiare un po’ meno carne può farci bene”.

Sandro Iacometti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • routier

    29 Ottobre 2015 - 08:08

    Alcune riflessioni: 1) il "Made in Italy" vale circa 400 miliardi l'anno. 2) la polemica sulle carni rosse pare volta a colpire soprattutto l'Italia. 3) Contemporaneamente il Parlamento europeo sdogana il consumo alimentare di insetti, vermi e schifezze varie. 4) L'U.E. sta per ratificare un accordo per liberalizzare i prodotti alimentari Usa in Europa. Le coincidenze sono troppe !

    Report

    Rispondi

blog