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Vaprio D'Adda, la famiglia della vittima: "Perizia psichiatrica per Francesco Sicignano"

Francesco Sicignano

I parenti di Gjergi Gjonj, il ladro albanese ucciso dal pensionato Francesco Sicignano, hanno comunicato tramite il proprio legale di volere la perizia psichiatrica per il 65enne di Vaprio d'Adda. "In un caso come questo è di fondamentale importanza acquisire le note caratteriali dell'indagato. Servirà a chiarire se la sparatoria sia stata frutto della sua forma mentis", ha dichiarato l'avvocato Francesco Mongiu, come riporta il quotidiano Il Giorno. "La perizia, con la formula dell'incidente probatorio, fornirà elementi utili sulla personalità e sul carattere del pensionato e non metterà in dubbio la capacità di intendere e di volere dell'uomo", ha confermato il legale della vittima.

Lo scopo dell'accertamento - La motivazione che spinge la famiglia albanese a volere l'esame approfondito è la ricerca di una risposta alla domanda: "Era proprio necessario e indispensabile sparare?". Grazie alla perizia psichiatrica, che si concentrerà sull'analisi approfondita sulle eventuali tracce biologiche presenti sulla pistola e sul proiettile, si potrà accertare con maggior precisione la posizione assunta da Sicignano durante la sparatoria. Inoltre potrebbe sciogliersi anche uno dei quesiti su cui indagano il pm Antonio Pastore e il procuratore aggiunto Alberto Nobili, che coordinano le indagini, riguardo ai dubbi sollevati dalla traiettoria del proiettile e dall'assenza di sangue in cucina, dove, secondo Sicignano, si sarebbe trovato faccia a faccia col ladro. Intanto l'avvocato Mongiu fa sapere che per il 30 ottobre è in programma l'indagine balistica, mentre per gli esiti dell’esame sul cadavere ne occorreranno altri sessanta.

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Commenti all'articolo

  • routier

    29 Ottobre 2015 - 08:08

    Sicignano si consoli pensando a questo vecchio adagio: "In un villaggio di matti, l'unico savio fu richiuso in manicomio"

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  • Happy1937

    28 Ottobre 2015 - 19:07

    La perizia psichiatrica andrebbe fatta a chi l'ha disposta.

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    • giulia94

      29 Ottobre 2015 - 15:03

      già hai proprio ragione,inoltre ritengo opportuno ricordare a questi famigliari che il loro figlio è entrato di notte in una proprietà con un passamontagna,e a cercato di introdursi in casa insieme ad altri complici,concludendo consiglio a loro una perizia psichiatrica su quello che hanno detto.

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  • wall

    28 Ottobre 2015 - 17:05

    Ecco, il lato scuro della Legge italiana, che identifica anche il "processo alle intenzioni" . Allora, anche se morto, il deliquente,si dovrà procedere per lo stesso,anche se morto,in quanto è anche sua, l'intenzione di rapinare,rubare,ammazzare la persone che si trovano in quella casa. Fuori i clandestini, e razze crudeli,che uccidono"intenzionalmente"per proprie volontà.

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  • esasperata49

    28 Ottobre 2015 - 13:01

    ma questi genitori," degni del nobel come genitori dell'anno" xche non si chiedono , ma era proprio necessario,che mio figlio,(già un delinquente) andasse di notte in casa altrui x rubare? se fossero persone normali si sarebbero andate a nascondere dalla vergogna portandosi via anche la fidanzata del "bravo ragazzo" Ma siamo in Italia dove e consentito di tutto....poveri noi!

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