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Processo Yara, parla il capo dei Ris : trovate particelle metalliche che portano al furgone di Bossetti

Massimo Bossetti

Nel processo a Massimo Giuseppe Bossetti per l'omicidio di Yara Gambirasio ha testimoniato il colonnello Giampietro Lago, comandante del Ris di Parma, consulente della procura e teste dell’accusa. Ha parlato di un nuovo test effettuato sui vestiti della vittima. sono state trovate microparticelle metalliche che sembrano portare al furgone dell'imputato. Il test è stato condotto con uno strumento che abbina un microscopio elettronico ai raggi X, capace di ingrandire le particelle 200 mila volte più di uno strumento tradizionale. L'analisi ha rivelato agli esperti del Ris la presenza sul giubbotto e i leggings di Yara di centinaia di microscopiche sferette metalliche: fatte di ferro, come componente prevalente, cromo, manganese e altri metalli. Si è escluso che il risultato fosse falsato da una contaminazione con il terreno del campo di Chignolo d’Isola dove, il 26 febbraio del 2011, è stato ritrovato il corpo. 

Il test - Il Ris ha condotto anche un'analisi comparativa per escludere che la presenza di particelle fosse dovuta a fattori di contesto. "Ci siamo  chiesti – spiega il capo del Ris – come una ragazza con una vita normale, fra scuola e palestra, potesse avere addosso tutte quelle particelle. Abbiamo fatto dei controlli su quattro ragazzi, figli di colleghi, più o meno coetanei di Yara". Su due dei quattro non c'era traccia di sferette, su uno ne vengono rintracciate quattro, su un altro cinque. Si è passati all'analisi delle tute di persone che lavorano il ferro, fabbri, tornitori, e ne vengono individuate a migliaia. Poi la campionatura del sedile del furgone Iveco Daily di Bossetti. Trovate migliaia di quelle particelle, stessa forma, identica composizione. "Un dato coerente – spiega Lago – anche dal punto di vista quantitativo. Sul cadavere dovevano esserci sferette in misura inferiore rispetto all’automezzo: infatti sul furgone dell’imputato ce n’erano a migliaia, sul corpo di Yara a centinaia".

La difesa - Gli avvocati del muratore di Mapello passano al contrattacco. "Perché un test su ragazzi parmigiani e non della zona di Yara? Perché non su Keba Gambirasio, che si presume frequentasse gli stessi ambienti della sorella minore? Perché non sui familiari? Perché non sui compagni? E gli operai dove lavorano, che attività specifica svolgono?". Sono i quesiti posti dai legali per demolire l'analisi del Ris. Gli avvocati di Bossetti incalzano l'accusa, riuscendo a farsi dire che non è stata eseguita l’analisi chimica dei leggings di Yara (dove sarebbero rimaste fibre rilasciate dal sedile dell’autocarro di Bossetti) e che non è stata fatta la comparazione con i sedili delle auto dei Gambirasio, il bus di linea, i due furgoni del centro sportivo di Brembate di Sopra.

Il Dna - Per l'accusa la prova principe rimane il Dna nucleare trovato sul corpo di Yara, risultato compatibile al 99,99 periodico con il nucleare dell’imputato. Solo il Dna nucleare, ribadisce Lago, "ha valenza identificativa di una persona". La difesa controbatte: il Dna mitocondriale trovato sulla vittima non corrisponde al nucleare e non è compatibile con il mitocondriale di Bossetti. 

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Commenti all'articolo

  • veneziano49

    31 Ottobre 2015 - 21:09

    ...sembrano portare...sembrano...vedremo poi quando parlerà la difesa e mi sa che ne vedremo e sentiremo delle belle....questo dei RIS mi sembra che voglia diventare famoso come il Garofalo che così poi ti cambia pure il lavoro e la "grana".....Bruno Vespa aspetta già...

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