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La protesta

Scontri a San Nicola di Roma, i residenti anti-profughi contro gli arresti di Casapound

Scontri a San Nicola di Roma, i residenti anti-profughi contro gli arresti di Casapound

"Le istituzioni hanno disertato". Non usano mezze misure i cittadini di Casale San Nicola, a Roma. Accusano di tradimento il loro Paese. Cioè lo Stato che si prepara a concedere asilo politico ad Abdel Majid Touil, il 22enne marocchino accusato dalla Tunisia di coinvolgimento nella strage islamica del museo del Bardo. Per lui la giustizia ha funzionato: salvato da un'estradizione che avrebbe potuto causargli una condanna a morte, poi trasferito in un Cie, quindi liberato e messo in condizione di richiedere la protezione internazionale anche se giunto qui da clandestino e già destinatario di un provvedimento di espulsione. Per Touil, dunque, le garanzie ci sono state. Per gli abitanti di Casale San Nicola no. Questa estate hanno manifestato: non volevano che nel loro quartiere fossero trasferiti altri immigrati. Hanno organizzato un comitato, hanno protestato. Ma la prefettura romana ha deciso di usare la forza: gli stranieri a Casale ci dovevano entrare, a costo di far intervenire la polizia. È finita che gli agenti sono intervenuti e, secondo quanto scrive la popolazione romana nel comunicato, ci sono state “azioni violente ed ingiustificate contro cittadini disarmati, impegnati in una pacifica manifestazione di dissenso”. E sugli arresti il comitato dei residenti puntualizza: “Abbiamo saputo delle misure che hanno colpito alcuni ragazzi di CasaPound, presenti fin dal primo giorno di presidio e per oltre novanta giorni a fianco della cittadinanza. Una tempistica sospetta che sembra tesa a giustificare la vergognosa gestione della pubblica sicurezza”. Gli abitanti di Casale San Nicola esprimono quindi la più totale vicinanza “nei confronti di chi ha camminato con noi laddove le istituzioni si sono dimostrate disertrici”. Il leader di CasaPound Italia, Gianluca Iannone, ringrazia e rilancia in un comunicato: “Con le loro semplici parole, i cittadini di San Nicola hanno smontato la tesi del pm, passivamente fatta propria dal gip, che i militanti di CasaPound fossero a Casale di loro iniziativa e per strumentalizzare la legittima protesta dei residenti. Niente di tutto questo è vero”. La battaglia, ora, prosegue nelle aule di giustizia.

Alfredo Barba

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Commenti all'articolo

  • saintvenant

    10 Novembre 2015 - 18:06

    Magistratura Democratica ha colpito Casale

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  • uomo-qualunque

    02 Novembre 2015 - 15:03

    Deboli con i forti (gli scassa città black bloc) e forti con i deboli (un quartiere isolato che solo voleva vivere in pace, non subire furti, ecc.). Ecco la definizione degli Alfano, Renzi e tutti quelli che li hanno portato al governo.

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  • rocc

    02 Novembre 2015 - 10:10

    ha ragione routier, le città dovrebbero essere amministrate dai sindaci, non dai prefetti che sono tutti pro-clandestini (il prefetto Tronca dona l'area ex expo ai clandestini, tanto per dire), solo che pure i sindaci sono pro-clandestini, basti pensare all'ex sindaco Marino che offrì ospitalità ai clandestini tre volte tanto più di quanto gli era richiesto (mi sembra oltre 6000 al posto di 2000)

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  • Angelalbert

    02 Novembre 2015 - 10:10

    E' da ricordare bene che la maggior parte di coloro che oggi siedono anche sugli scranni prefettizi appartengono alle aree degli ex sessantottini, cioè quegli individui all'epoca studenti che in nome del becero, squallido, sanguinario comunismo hanno devastato città e commesso crimini gravissimi. Ora che cosa ci si aspetterebbe? che rispettassero gli italiani inermi? No favoriscono i terroristi.

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