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Corte Costituzionale

La sentenza, non è più reato la selezione degli embrioni in caso di malattie

Non è più reato la selezione degli embrioni in caso di malattie

Nuovo colpo alla legge 40/2004 sulla fecondazione assistita. La legge 40 vieta e sanziona penalmente la pratica della selezione degli embrioni anche se riferita agli embrioni che, a seguito di diagnosi preimpianto, risultino affetti da grave malattia genetica.
I giudici della Corte Costituzionale dichiarano che la selezione degli embrioni prima dell’impianto non è più reato, solo in caso di diagnosi di malattie gravi. Il divieto di selezione degli embrioni cade così per i casi in cui sia esclusivamente finalizzata ad evitare l'impianto di embrioni affetti da gravi malattie geneticamente trasmissibili, e nello specifico le patologie che rispondono ai criteri di gravità previsti dalle legge 194 sull'aborto. La sentenza della Corte Costituzionale emessa l’11 novembre quindi stabilisce come gli embrioni che rientrano nei criteri di gravità previsti dalla legge 194 sull’aborto possono essere soppressi senza incorrere nelle condanne previste dalla legge 40 sulla fecondazione assistita. Il divieto assoluto di selezioni degli embrioni cade così con la sentenza dei giudici della Corte costituzionale, che hanno stabilito che non è reato per tali embrioni.

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