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Il processo Yara

Yara, nel processo spunta un'altra donna: c'è il nome e cognome

Massimo Bossetti

Nel processo per l’omicidio di Yara spunta un’altra donna. Una donna misteriosa che, come scrive il settimanale Oggi, ha lasciato il suo Dna mitocondriale in un capello incastrato fra il giubbino della vittima e il terreno su cui il corpo di Yara era riverso nel campo di Chignolo. Questa donna il cui nome, sottolinea il settimanale, non era mai emerso in cinque anni di indagini e in 15 udienze, si chiama Rosita Brena. Brena è il cognome della maestra di ginnastica di Yara il cui Dna è stato trovato sul polsino del giubbino della ragazzina uccisa. Su questa donna c’è un mistero assoluto. Non si sa chi sia. Dove abita, se ha rapporti di parentela con la maestra.

Donna fantasma - Non è stato fatto nessun approfondimento in aula durante il controesame di Carlo Previderè, il genetista dell’università di Pavia incaricato dal pm Letizia Ruggeri di fare delle perizie sulle formazioni pilifere sul corpo di Yara. L’avvocato di Massimo Bossetti, Claudio Salvagni, ha spiegato che il capello di quella donna era ancorato al terreno dal corpo di Yara e, quindi, “ “non è volato in quel punto. C’era già quando Yara è stata aggredita”. Negli atti della procura, sottolinea Oggi, alla donna del mistero, a questa Rosita Brena, viene dedicata solo una riga.

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Commenti all'articolo

  • enneesse

    enneesse

    21 Novembre 2015 - 16:04

    Dopo quasi mezzo secolo di lavoro, mi sono reso conto che I laureati hanno un difetto di base. Iniziano a lavorare troppo avanti negli anni. Un lavoro come quello investigativo richiede una presenza sul campo sin da giovanissimi , conoscenze di informatori che non si possono acquisire quando c'e' la puzza sotto il naso tipica del laureati. Inoltre ' a 25/26 anni l'esigenza maggiore di quella eta' e' quella soddisfare l'aspetto sessuale della vita, che come e' noto non va d'accordo con il lavoro. I marescialli di una volta, da giovanissimi sul campo ottenevano risultati migliori

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    • fofetto

      21 Novembre 2015 - 17:05

      No, caro ennesse, il problema è che abbiamo laureati provenienti dalla scuola e università italiane figlie del nostro stramaledetto 68. Questo è la nostra palla al piede, e i risultati si vedono.

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  • attualità

    21 Novembre 2015 - 09:09

    Meno male che io abito a 1500 km lontano da quel paese,e mai mosso dal mio in 40 anni.... Il mio dna spero che non lo potranno mai trovare sul corpo di Yara !!

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