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Siamo nel mirino

Bataclan, uno dei kamikaze è stato in Italia: è il terzo tra i terroristi del commando parigino

Bataclan, uno dei kamikaze è stato in Italia: è il terzo tra i terroristi del commando parigino

Nei grandi giorni del panico, nei momenti in cui dopo le stragi di Parigi a Bruxelles la città è blindata, mentre in Belgio una serie di blitz hanno portato all'arresto di 21 sospetti jihadisti, le intelligence del Vecchio Continente cercano, faticosamente, ci collaborare per sventare la minaccia di nuovi attacchi. Ed è in questo contesto che emergono particolari inquietanti. La verità è scomoda, e interessa Francia, Belgio, Grecia e, soprattutto, Italia, il cosiddetto "quadrilatero". Le intelligence collaborano, ma faticano a far fruttare le informazioni che potrebbero risultare decisive nella prevenzione. E così si scopre che nel "quadrilatero", il perimetro dentro al quale sono stati pianificati gli attacchi di venerdì 13, si è mosso anche Ismael Omar Mostefai, uno dei macellai imbottiti di esplosivo del Bataclan, che è transitato in Italia. Il nastro deve essere riavvolto fino al settembre 2013, quando Mostefai arrivò da Marsiglia nel Belpaese, per poi dirigersi in Siria attraversando la Grecia prima e la Turchia poi. Con Mostefai, dunque, sui arriva a tre transiti nel nostro Paese di uomini legati alle stragi: sono già stati accertati, infatti, i passaggi in Italia del fuggitivo Salah Abdeslam e del suo compagno di viaggio Ahmad Dhamani.

La rotta Bari-Patrasso - Mostefai - lo ha documentato un'inchiesta giornalistica del francese Mediapart - era stato identificato già nel 2009 come appartenente a un gruppo salafita a Chartes: poi fu inspiegabilmente "perduto" dall'intelligence transalpina, per arrivare in Siria insieme a Samy Amimour, un altro "martire" jihadista, che tornerà indisturbato in Francia per colpire il 13 novembre. L'allerta, dunque, anche in Italia è ai massimi livelli: insieme a Parigi, Bruxelles e ad Atene è stato allestito un coordinamento che lavora giorno e notte per capire che cosa è sfuggito alle intelligence, che cosa era realisticamente possibile individuare prima dell'attacco parigino, magari per sventarlo. Ad ora, si è capito che l'Isis avesse stabilito in Grecia uno dei suoi principali hub strategici. Inquietanti le rotte utilizzate per arrivare a quell'hub: per esempio, Salah Abdeslam e Ahmad Dahman, dall'1 al 5 agosto scorso, pochi mesi fa dunque, hanno viaggiato seguendo l'itinerario navale Bari-Patrasso-Bari. Il dato di fatto, ad oggi, è chiaro: tre dei kamikaze degli attacchi a Parigi del 13 novembre sono passati, indisturbati, per il nostro Paese.

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