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Terrorismo, Maurizio Belpietro: "Perché le parole di Renzi non bastano"

Terrorismo, Maurizio Belpietro:

«Non dobbiamo cadere nella trappola di chi vorrebbe chiuderci in casa e farci vivere nella paura» ha detto l’altro ieri, in un audio messaggio, il nostro presidente del consiglio. Giusto: i terroristi vogliono indurci a cambiare il nostro stile di vita, a impedirci di andare allo stadio o a teatro, in un ristorante o al bar, e noi non dobbiamo «farci fregare». Parole sante di Matteo Renzi. Peccato che la Bruxelles che si è presentata blindata ad abitanti e visitatori ieri abbia rappresentato l’esatto contrario del messaggio che il nostro presidente del Consiglio ha diffuso via Facebook e Whatsapp. La «capitale» europea sabato mattina quasi appariva disabitata, con i negozi chiusi e le strade deserte.

Tra Place Stephanie e Avenue Louise un blindato dell’esercito vigilava sui pochi passanti; davanti al grande albergo in cui scendono diplomatici e capi di Stato due camionette militari sorvegliavano l’accesso; la metropolitana era chiusa mentre la classe dirigente di euroburocrati stava rintanata in casa rinunciando ad una giornata di shopping. Facile dire che la vita va avanti nonostante le stragi del Bataclan e del bistrò di Parigi. Giusto sostenere che bisogna reagire e non mutare le nostre abitudini, perché altrimenti la daremmo vinta ai terroristi. Ma - restando a Bruxelles - ci si rende conto che dopo gli assalti di venerdì scorso, molte cose sono cambiate e altre stanno cambiando. A cominciare dalle file per prendere il Thalys, il treno veloce che collega la capitale belga a quella francese: prima manager e funzionari della Ue lo acchiappavano al volo, senza fare file o superare controlli, quasi come se salissero sulla metrò, adesso si devono rassegnare a far la coda di un’ora.

Guardie armate, con fucili e giubbotti antiproiettile, sono comparse all’ingresso delle principali scuole, soprattutto di quelle che ospitano i figli della créme europea. Insomma, si fa presto a dire che tutto continua come prima delle bombe e dei colpi di kalashnikov. Poi la realtà e la paura fanno il resto e impongono non solo precauzione, ma dettano allarmi, spesso infondati, come quelli che sono scattati in questi giorni anche a Roma e Milano. È giusto tranquillizzare gli animi e non esagerare il pericolo e purtuttavia le parole da sole non bastano a convincere la popolazione, belga, francese, tedesca o italiana che sia. Sì, il Papa dice che le porte delle chiese devono restare aperte e per dare il buon esempio ha venduto la Papa mobile, rinunciando all’autovettura blindata, ma per quanto il Pontefice spalanchi le braccia per accogliere i fedeli, Piazza San Pietro in questi giorni è rimasta mezza vuota, segno che il senso di insicurezza ha suggerito a molti di restarsene a casa. Che poi è vero, è quello che vuole il terrorismo, soprattutto nei Paesi economicamente più fragili che si reggono sul turismo e le vacanze. Più la gente evita di divertirsi e più si condannano quei Paesi, facendo crescere oltre alla disoccupazione altri aspiranti martiri, che rimasti senza lavoro e senza prospettive magari si fanno sedurre dal jihad.

Se abbiano raccontato tutto questo, descrivendo il deserto di Bruxelles, è perché, pur comprendendo le ragioni per cui i nostri governanti abbiano deciso di mostrare un volto tranquillizzante, vorremmo segnalare che per fermare l’ondata di paura che ha pervaso l’Europa non è sufficiente apparire sereni. Anche perché, quando c’è di mezzo Matteo Renzi, «stai sereno» fa scattare un ricordo che induce a dubitare delle parole del nostro premier ed Enrico Letta - colui al quale l’invito era rivolto - è la testimonianza vivente che del presidente del Consiglio c’è poco da fidarsi. Dunque, se il capo del governo e i suoi colleghi europei vogliono far tornare la fiducia e impedire che il panico da attentato gravi sulle nostre economie, fermando la fragile ripresa in atto, serve un’azione più incisiva. Per restituire la sicurezza c’è bisogno che la polizia e le forze speciali stanino gli assassini pronti a colpire e sgominino le bande di predicatori dell’odio, chiudendo tutti i centri in cui si adescano giovani arruolandoli nell’esercito del Califfo. Altrove si è imposto il coprifuoco e si sono introdotte misure speciali. Probabilmente in Italia tutto ciò non sarà necessario, ma stabilire che da oggi in poi il terrorismo islamico (scusateci, nonostante tutte le dissociazioni, non ci riesce di non chiamarlo con la denominazione di origine) è una priorità assoluta sì. Nelle nostre Procure esiste l’obbligatorietà dell’azione penale. Ciò significa che i magistrati sono costretti a indagare su tutto, ma forse, data l’emergenza, sarebbe ora di decidere che certi reati e determinate inchieste hanno priorità. Non si tratta di assoggettare l’azione penale ad un indirizzo politico. Decidano i pm come indirizzare gli sforzi nella direzione giusta: l’importante è che decidano. Per quanto ci riguarda, crediamo che la maggioranza degli italiani trascurerebbe volentieri l’ennesima indagine su Ruby rubacuori se sapesse che le forze impiegate in questi anni a perseguire le Olgettine e chi le ha aiutate sono state ridistribuite per indagare su chi non si preoccupa di rubare i cuori, ma di rubare la tranquillità dell’Europa. Ovvero, qualche caso Ruby in meno, qualche processo ai terroristi in più. È così che non si cade nella trappola di chi ci vuol farci rinchiudere in casa, caro Renzi: perché contro le stragi, l’unico appello che funziona non è quello via Whatsapp ma quello in Tribunale.

di Maurizio Belpietro
maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it
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Commenti all'articolo

  • pippo451

    09 Gennaio 2016 - 21:09

    i magistrati sono oberati di lavoro? le intercettazioni delle olgettine?

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  • imahfu

    11 Dicembre 2015 - 18:06

    Matteo Renzi reo di non prendere il fucile e andare a scovare i terroristi....

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  • ego1

    26 Novembre 2015 - 18:06

    Non mi avete pubblicato la 2^ parte della mia risposta alla "cugina di Gheddafi".

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    • L'infeltrato

      27 Novembre 2015 - 15:03

      ma no te l'hanno pubblicata, ho anche risposto

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  • ego1

    26 Novembre 2015 - 17:05

    2^parte--Ma se penso ai "soloni" che nei media (grande stampa e TV) imperversano con la "loro cultura" e il loro pensiero unico politicamente corretto" allora vivaddio mi va bene Belpietro che sia nei suoi articoli che in TV mostra chiarezza e lucidità di pensiero finalmente non allineato al pervasivo e ossessivo bla bla di sinistra.

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