Cerca

Allarme rosso

Meteo, la follia di novembre: terzo caso in 213 anni, le disastrose conseguenze per l'Italia

Meteo, la follia di novembre: terzo caso in 213 anni, le disastrose conseguenze per l'Italia

L'autunno è in ritardo e le piogge mancano da tempo. Al nord non si erano mai visti così tanti anticicloni, e l'ultima precipitazione significativa risale ormai al 29 di ottobre, un mese fa. Come si legge sul quotidiano La Stampa nell'articolo di Luca Mercalli, che presiede la Società Metereologica Italiana, i dati sono allarmanti: a Torino in tutto il mese di novembre non è caduta nemmeno
una goccia d'acqua, cosa che non accadeva dal 1856. Complici anche le temperature miti, nonostante i picchi gelidi degli ultimi giorni, con una media intorno ai 10,1 gradi centigradi questo autunno si è classificato secondo tra quelli più tiepidi dal 1753.

Lombardia e Veneto - A Milano però è andata un po' meglio. I cittadini meneghini hanno aperto l'ombrello un po' più spesso, anche se gli 8 mm d'acqua rilevati sono stati comunque meno del 10 percento rispetto alle cifre consuete. Per non parlare di Venezia, dove la tradizionale acqua alta quest'anno ancora è stata data per dispersa. Nella città dei canali non si è arrivati a registrare nemmeno un millimetro di precipitazioni in totale, cosa che non succedeva dal 1983.

Terreno arido - Se però questa mancanza di piogge ha fatto gioire gli amanti del bel tempo, ha fatto disperare il terreno. Gli effetti gravi sul territorio ancora fortunatamente non si sono visti grazie anche alle piogge abbondanti del mese di ottobre. Il risultato comunque è la mancanza della neve sulle Alpi e i primi focolai di incendi nei boschi.

Lo smog assassino - L'assenza di precipitazioni e di ventilazione hanno causato tuttavia una densa coltre di aria inquinata in Valpadana che, fortunatamente, si sta diradando grazie ai venti che dal 22 novembre hanno iniziato a soffiare al Nord. Eppure il clima mite e l'alta pressione sembrano proprio non voler lasciare la penisola. Fino alla prima decade di dicembre possiamo scordarci l'ombrello a casa e anche gli sci al contrario di quello che facevamo lo scorso anno. Senza le piogge l'inquinamento continua a monopolizzare la penisola e non a caso l'Italia è stato eletto uno dei paesi in cui di inquinamento atmosferico si muore di più in Europa, come testimoniano i dati diffusi dal nuovo rapporto sulla qualità dell’aria della European Environment Agency: quasi 60.000 vittime accertate nel 2012.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • UnicoBatman

    UnicoBatman

    02 Dicembre 2015 - 10:10

    Ma smettetela con queste statistiche del menga, finirà che non vi leggerà più nessuno.

    Report

    Rispondi

  • burago426

    01 Dicembre 2015 - 19:07

    ...mancanza della neve sulle Alpi e i primi focolai di incendi nei boschi..... Non siamo in Sicilia che devono assumere i forestali.

    Report

    Rispondi

blog