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La strage di Erba

Rosa e Olindo, la nuova prova. Il dettaglio che li può scagionare

Rosa e Olindo, la nuova prova. Il dettaglio che li può scagionare

È appesa a una manciata di "materiale pilifero" la possibilità che il caso di Olindo Romano e Rosa Bazzi possa essere riaperto. I due sono stati condannati all'ergastolo per aver ammazzato quattro persone ferendone gravemente un'altra a Erba, nel 2006. La traccia di capelli in questione è stata trovata sul corpo di una delle vittime e per l'inizio del 2016 sono previste nuove analisi che gli avvocati difensori Luisa Bordeaux e Nico D'Ascola sperano di usare come prove per scagionare i loro assistiti. Intanto Rosa e Olindo sono in attesa della Corte di Giustizia di Strasburgo, che dovrà chiarire se i due hanno avuto un giudizio equo dalla giustizia italiana. Gli avvocati, quindi, si affidano agli ultimi sviluppi scientifici perché convinti che anche vecchi reperti possono fornire dettagli finora ignorati per la ricostruzione della vicenda.

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  • rintintin

    06 Dicembre 2015 - 16:04

    Mi meraviglio che siano ancora vivi.....

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  • zydeco

    06 Dicembre 2015 - 13:01

    La solita (in)giustizia italiana che, incapace di trovare i veri colpevoli, scarica sempre la colpa su dei capri espiatori incapaci di difendersi. A Erba lo sanno tutti che non possono essere stati Rosa e Olindo a commettere il crimine. L'amore per la giustizia non e' nel DNA della magistratura italiana.

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  • burago426

    06 Dicembre 2015 - 10:10

    2 pesi mille misure. Chi, viene scagionato per insufficienza di intendere e volere, altri nemmeno 30anni di carcere e altri ergastolo pieno. Vai a capire. Eppure nei tre casi hanno ucciso più persone.

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