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L'iniziativa

Un centro medico in Siria, la manifestazione a Roma per i cattolici perseguitati

Un centro medico in Siria, la manifestazione a Roma per i cattolici perseguitati

Guerra sì, guerra no, attacchi di terra, bombe intelligenti, droni… Il mondo discute e cerca di agire contro la minaccia terribile dell’Isis. Intanto, però, in Siria, in Iraq, in buona parte dell’Africa, a partire dalla Libia, a migliaia soffrono di una delle più terribili persecuzioni, soprattutto contro i cristiani, che negli ultimi decenni si sia abbattuta contro gente innocente, vecchi, bambini, donne, malati… Lo sa bene padre Jacques Murad, priore del monastero di Mar Elian rapito in Siria il 21 maggio e liberato lo scorso settembre. E proprio padre Murad è uno degli ospiti e sostenitori di un’iniziativa che vuole rimettere al centro dell’attenzione il dramma della Siria dilaniata da sanguinosi conflitti che mietono ogni giorno centinaia di vittime.  E raccogliere fondi per realizzare un centro medico di primo soccorso a Damasco, dove le condizioni della popolazione sono sempre più drammatiche. L’associazione “Amici di Dolores Sopegna”, nata nel 2011 da un gruppo di volontari, promuove quindi il concerto che si terrà a Roma sabato prossimo, il  12 dicembre, alle 19.30, presso la Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola (Piazza Sant’Ignazio) intitolata "Roma Canta Damasco". Per far fronte all'emergenza sanitaria nella capitale siriana, l'Associazione ha stipulato una convenzione con il Patriarcato cattolico di Antiochia dei Siri per la creazione del centro medico.

Numerose le autorità ecclesiastiche e gli ospiti attesi per la serata benefica: il Patriarca cattolico dei Siri di Antiochia Ignace Joseph III Younan, il cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese orientali; monsignore Pietro Santoro, Vescovo della diocesi di Avezzano, monsignor Youhanna Batth, Vicario del Patriarcato dei Siri cattolici,  monsignor Alberto Tricarico, già nunzio apostolico. Nel corso della serata sono previsti gli interventi del vescovo di Beirut monsignor Paul Dahdah e di padre  Murad. "Sono molto a favore di questa iniziativa per la pace che rende concreto l'impegno della solidarietà. La provvidenza ha voluto che si faccia questo concerto di beneficenza per costruire un centro medico poiché la musica è stata uno dei primi metodi di guarigione", ha spiegato il priore del monastero siriano. Un gesto concreto per non dimenticare quella sofferenza che ci sembra tanto lontana e invece è più vicina di quanto possiamo immaginare.

Caterina Maniaci

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