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Affari di famiglia

Bechis: gli strani intrecci fra papà Renzi, Banca Etruria e il Pd toscano

Genova, Tiziano Renzi e la bancarotta fraudolenta della Chil Post. Il Gip:

Sono due dichiarazioni inviate alla presidenza del Consiglio dei ministri il sei agosto 2015. Prima l’ampollosa affermazione “Sul proprio onore afferma che la dichiarazione corrisponde al vero”. Poi la firma. Su un documento,“Tiziano Renzi”. Sull’altro, “Laura Bovoli”. Sono papà e mamma Renzi che secondo i dettami di legge aggiornano la dichiarazione sui patrimoni e le cariche societarie possedute. Papà scrive: “non sono intervenute nel 2014 variazioni”. Mamma racconta solo di avere cambiato auto, prendendone una usata. Quindi tutto dovrebbe essere restato come nell’anno precedente, il 2013.

In quell’occasione papà Tiziano aveva dichiarato di non possedere nulla se non una società personale che aveva il suo nome. Mamma Laura oltre ad elencare le proprietà immobiliari (3) di Rignano sull’Arno, spiegava di essere azionista all’8% di Eventi6, società posseduta con le figlie, e di avere come carica proprio quella presidenza. Null’altro di variato nel 2014. Due genitori sbadati. Perchè si sono dimenticati entrambi l’ultima avventura familiare: la fondazione il 12 novembre 2014 (quindi 9 mesi prima di quella dichiarazione giurata) della Party srl, società specializzata in consulenza immobiliare di cui papà Renzi detiene il 40% del capitale e mamma Renzi è amministratore unico.

Gli altri soci sono la Creazione Focardi srl con il 20% e soprattutto con il 40% la Nikila Invest, che qualche mese dopo avrebbe fatto un affarone comprandosi il teatro comunale di Firenze da trasformare in grande resort. Con la Nikila Invest papà Renzi ha ottimi rapporti, tanto da averla seguita in una seconda avventura imprenditoriale, quella di Egnatia Shopping Mall, il gruppo che sta cercando di esportare il successo di The Mall, centro commerciale toscano, in Liguria e in Puglia. In quell’avventura in cui papà Renzi fa da consulente sui problemi amministrativi locali si sono buttati altri due nomi noti della finanza toscana: Andrea Bacci (che il figlio Matteo volle alla guida di partecipate del comune di Firenze) e soprattutto Lorenzo Rosi, l’ultimo presidente di Banca Etruria prima del commissariamento di Bankitalia, che fu costretto ad uscire insieme al suo vice, Pier Luigi Boschi, papà di Maria Elena. Il mondo è piccolo…

Continua a leggere su L'imbeccata di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • Oscar1954

    15 Dicembre 2015 - 15:03

    Ma dai sono tutte inezie da Voi fatte notare solo per pura invidia. Non vorrete mica che i ns. illuminati giudici vadano a sprecare il loro tempo su queste fregnacce. C'è da indagare Berlusconi che si è scopato (non è sicuro vista l' età) delle gran belle figliole. Questo sì che è un grande male per l'Italia odierna.

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  • Bolinastretta

    15 Dicembre 2015 - 14:02

    il mondo è piccolo ma i furfanti son Grandissimi!!! poi c'è chi viene processato e buttato al gabbio per aver rubato una "mela" (per fame) e chi si appropria di milioni di euro fraudolentemente - ma nulla si dice e nulla si fa! - PD style - nulla di nuovo.

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  • angelux1945

    15 Dicembre 2015 - 14:02

    Se fosse solo il PD toscano ad essere implicato in affari con le banche, sarebbe poco se non il nulla nel sistema banche sinistrate italiano, ma se si spulcia la realtà troveremo tante belle (per loro) storie da far drizzare i capelli ad un calvo, ma loro corrono ai ripari ed ai calvi gli mettono in testa una crema che fa ammorbidire gli eventuali capelli!!!!!!!!

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  • arwen

    15 Dicembre 2015 - 12:12

    Siete solo dei maligni. Matteo è puro si come giglio e siede sulla poltrona di capo dell'esecutivo solo x l'interesse della nazione. Strano come in questo paese le cose siano soggette a giudizi diversi a secondo del partito coinvolto. Se una cosa la fa B la chiamano m...da, se la stessa cosa fa Matteo la chiamano innovazione! A forza di alimentare questo relativismo morale, siamo arrivati a fondo!

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