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Il tesoro nascosto

Banca Etruria, la Fort Knox d'Italia: nei caveau lingotti d'oro per 300 milioni di euro

Banca Etruria, la Fort Knox d'Italia: nei caveau lingotti d'oro per 300 milioni di euro

La Banca Etruria è la "Fort Knox" d'Italia: i suoi caveau sono piene di lingotti d'oro, solo Bankitalia ne possiede di più. Un paradosso per l'istituto commissariato per i conti in rosso e che ha trascinato nella polvere centinaia di obbligazionisti rimasti senza un euro, ma fino a un certo punto. 

Il tesoretto d'oro - Come ricorda il Corriere della Sera, Etruria, che possiede anche un banco metalli (Oro Italia Trading), conta nei suoi forzieri 3,5 tonnellate (oltre 10mila pezzi) di lingotti, con giacenza media giornaliera sulle due tonnellate e impieghi per il distretto industriale orafo di Arezzo (4 tonnellate), per un totale di 9 tonnellate e mezzo. Valore totale: 310 milioni di euro. Banca Etruria è una delle poche banche autorizzate, dall'introduzione della legge nel 2000, a vendere ai clienti oro puro, non lavorato, come forma di investimento. E così dai lingotti da 250 grammi al "lingottone" da un chilo (valore: 31mila euro), tanti pezzi finivano nelle tasche virtuali dei clienti della banca, che su una media di 200mila euro depositati avevano un 10% investito in oro fisico.

Il lingotto del pensionato suicida - Tra questi c'era anche Luigi D'Angelo, il pensionato suicida di Civitavecchia. Proprio nelle sue lettere spedite prima del tragico gesto ai dipendenti della sua banca, chiedeva di poter riavere il suo lingotto da 100 grammi puro al 999 per mille con il timbro dalla London Good Delivery, tra le raffinerie più accreditate al mondo. Alla fine lo ha riavuto indietro, a settembre, ma con un'altra beffa: acquistato nel 2012, valeva 3.131 euro ma a causa della perdita di valore negli ultimi tre anni si è passati da 1.300 euro l'oncia a 1.000 euro. L'altro lato del disastro Etruria.

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Commenti all'articolo

  • gregio52

    29 Dicembre 2015 - 12:12

    Non è che solo i cittadini truffati organizzino una task force per entrare nel caveau, ma tutti gli Italiani si riuniscano e partecipino a questa operazione appoggiando i famosi truffati. Solo così il caro "venditore di pentole" si renderebbe conto che per lui i tempi delle palle sono finiti ed anche probabilmente i suoi finanziatori occulti.

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  • Angelalbert

    29 Dicembre 2015 - 10:10

    Perfetto, che i cittadini onesti e truffati lascino perdere i proclami e organizzino una task force per entrare nei caveau e verificare se tutte le ricchezze che pare sìano custodite dalla cellula comunista Etruria potranno far fronte alle loro perdite nominando un CTU finanziario che né ripartisca i rimborsi e risarcimenti. Altrimenti nessuno recupererà mai i propri risparmi.

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  • Angelalbert

    29 Dicembre 2015 - 10:10

    Il mezzadro fu costretto poi ad andarsene prima con la forza, poi con la negoziazione di Don Camillo che mise pace a tutti. Ma per i risparmiatori truffati dalla cellula comunista Etruria se continuano a manifestare con parole e cartelli nessuno li aiuterà perché agli occhi della sinistra loro sono capitalisti che devono arrangiarsi e così il governicchio al letame di Renzi li ignorerà.

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  • Angelalbert

    29 Dicembre 2015 - 09:09

    Una scena è sintomatica della mentalità comunista (Don Camillo e Peppone): Un contadino aveva acquistato con enormi sacrifici un piccolo terreno coltivabile lasciando con un mezzadro che però non voleva andarsene. Quando Don Camillo accompagnò il contadino dal sindaco per dare lo sfratto al mezzadro Peppone disse: avete voluto diventare proprietario? ora arrangiatevi e il mezzadro non se né andrà.

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