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All'ospedale Sant'Anna

Torino, Angela Nesta morta durante il parto con la figlia. Il marito: "L'hanno trovata a terra"

Torino, il marito di Angela Nesta:

È accaduto a Torino, all'ospedale Sant'Anna. Una storia sconvolgente quella di Angela Nesta, 39 anni che è deceduta, secondo i primi accertamenti, nelle ultime fasi del travaglio per un arresto cardiocircolatorio. La donna al nono mese di gravidanza è morta in ospedale, insieme alla propria bimba nata, secondo quanto detto dall'ospedale, nata senza vita.

Indagini - Sono state sequestrate tutte le documentazioni mediche delle vittime. I carabinieri di Mirafiori, su delega della procura che indaga sulla morte di Angela, e della bimba Elisa, hanno sentito il papà, Pietro Nesta, e il compagno, Francesco Scarlata. "Cosa abbiamo detto? Tutto quello che è successo: da quando è stata ricoverata la prima volta il 21 dicembre, fino a quando mi sono presentato in sala parto con i carabinieri, nella notte del 26, perché non ci volevano fare entrare" racconta il padre. E aggiunge: "Sì è vero, ho perso la testa ma non ho aggredito nessun medico. Ero sconvolto perché non ci dicevano niente. Eravamo in balia del dolore".


Gli ultimi momenti - Francesco è stato l'ultimo a vedere Angela in vita. L'uomo dice: "si contorceva dal dolore. Dopo un po' di insistenza, i dottori sono venuti a visitarla, ma continuavano a dire che era tutto a posto e non era arrivato il momento di partorire. Non era il caso di ricorrere al cesareo". Ha salutato Angela e se n’è andato a casa. "Mi hanno detto di andare a dormire tranquillo, perché era tutto sotto controllo. Sono andato via con le lacrime agli occhi, pensando che fosse in buone mani. Sarei dovuto rimanere in ospedale", dice il compagno. Alle due e un quarto di notte è arrivata la telefonata, dal telefonino della donna. "Mi hanno chiamato dicendomi che avevano trovata Angela a terra, nella sua stanza, e che la nostra piccola era nata ma non ce l’aveva fatta" scrive LA STAMPA. Così ha subito chiamato il padre di lei: insieme hanno raggiunto il Sant'Anna. "A ripensarci ora, l'unico segno di umanità lo abbiamo ricevuto dal sorvegliante che ci ha accompagnati all'interno dell'ospedale, prendendosi cura di noi. Cosa che non hanno fatto i medici".

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Commenti all'articolo

  • grazialofo

    29 Dicembre 2015 - 14:02

    La verità è che negli Ospedali nei periodi di festa, i medici e il personale paramedico non capiscono nulla e sono incavolati perchè sono costretti a lavorare. Di tutto questo chi è che paga? naturalmente l'ammalato o cho ha bisogno.

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