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L'inchiesta

Un'ombra su papà Boschi. Le nuove accuse a Etruria

Un'ombra su papà Boschi. Le nuove accuse a Etruria

Nuovi capi di imputazione. E, probabilmente, anche nuovi indagati. L' inchiesta sul crac di Banca Etruria è vicina alla svolta. Il punto di snodo sarà rappresentato dal deposito della relazione del commissario liquidatore della vecchia banca, atteso nei prossimi giorni. Con quell' atto la procura di Arezzo, che già indaga per truffa, false fatturazioni, ostacolo alla vigilanza e conflitto d' interesse, chiuderà le indagini, in cui a quel punto confluiranno anche gli esposti dei risparmiatori. Nel corso della sua audizione davanti alla quinta commissione del Csm, Roberto Rossi, capo della procura aretina, ha delineato il prossimo scenario: «Sulla base delle valutazioni della relazione, mi riservo ulteriori determinazioni nell' iscrizione nel registro degli indagati di altri consiglieri di amministrazione».

Fonti della procura avvalorano l' ipotesi che ad Arezzo si aprano due altri filoni di indagine: uno per bancarotta, l' altro per falso in bilancio. Sarebbe soprattutto il primo a far compiere un salto di qualità all' inchiesta, visto che prevede una pena da sei mesi a due anni di reclusione nel caso di bancarotta semplice, e da tre a sei anni in presenza di bancarotta fraudolenta. Al momento nel mirino della procura ci sono gli ex presidenti dell' istituto Lorenzo Rosi e Giuseppe Fornasari, l' ex direttore generale Luca Bronchi e l' ex consigliere d' amministrazione Luciano Nataloni. I quattro sono indagati, a vario titolo, per omessa comunicazione di conflitto d' interesse, ostacolo alla vigilanza e false fatturazioni.

Le parole del procuratore Rossi hanno fatto ipotizzare ai consiglieri del Csm che l' hanno interrogato un possibile coinvolgimento di Pier Luigi Boschi. Il padre del ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, è stato infatti consigliere della banca dal 2011 al 2015 e vicepresidente dal 2014 al febbraio 2015. L' affermazione del capo della procura di Arezzo sulla possibile iscrizione nel registro degli indagati «di altri consiglieri», infatti, è avvenuta dopo precisa domanda dei consiglieri Piergiorgio Morosini, togato di Area, e Pierantonio Zanettin, laico in quota Forza Italia, proprio sul ventilato coinvolgimento di Boschi. Se ne saprà di più nei prossimi giorni, quando Arezzo procederà alle richieste di rinvio a giudizio.

La protesta dei risparmiatori truffati, intanto, non si placa. Stamattina è in programma una nuova manifestazione a Civitavecchia davanti alla filiale di Banca Etruria di corso Centocelle. Si tratta dell' agenzia dove aveva il conto corrente il pensionato Luigino D' Angelo, che si è tolto la vita a novembre dopo aver scoperto di aver perso i suoi risparmi. Il Codacons illusterà «il ricorso al Tar del Lazio attraverso il quale si chiede l' annullamento della legge salva-banche per palese incostituzionalità».

Roberto Nicastro, presidente delle quattro banche salvate dal governo (Banca Marche, Etruria, Carichieti e Carife), ha stimato in circa «mille» il numero dei «piccoli risparmiatori molto esposti». In Parlamento i Conservatori e Riformisti, con il capogruppo al Senato, Cinzia Bonfrisco, chiedono la «rapida attuazione» di quanto previsto dalla modifica del Tuf, il Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, in materia di «albo dei consulenti e promotori finanziari». «Servono consulenti indipendenti, liberi dal conflitto di interessi con le banche, che operino nell' esclusivo interesse del cliente», spiega Bonfrisco, che caldeggia, nell' interesse dei risparmiatori, «una divisione tra la figura del consulente e quella del promotore». Per il capogruppo della formazione guidata da Raffaele Fitto, «la cultura finanziaria è troppo bancocentrica».

di Tommaso Montesano

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Commenti all'articolo

  • arwen

    30 Dicembre 2015 - 15:03

    L'importante è che il patrimonio di famiglia sia stato messo al sicuro. Nessun risarcimento. niente cause civili. Niente avvocati da pagare. Nessuna spesa legale......Come concionava D'alema, quando parlava dell'ex Cav.: "la legge è uguale per tutti".

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