Cerca

San Silvestro ai fornelli

Capodanno: menu, ricette e consigli per un cenone last minute per tutte le tasche

Capodanno: menu, ricette e consigli per un cenone last minute per tutte le tasche

Finisce come era cominciato, malgrado chi ci governa s’affanni a dire che tutto va bene. L’indice di fiducia dei consumatori è tornato a flettere, la penuria di lavoro e quattrini c’è ancora. Così si scopre che il cenone di Capodanno finisce per essere di nuovo - e per fortuna - un rito domestico. Raccontano tanto la Cia (agricoltori italiani) che la Coldiretti che solo due italiani su dieci faranno San Silvestro al ristorante o in agriturismo, per gli altri la festa è casalinga. Se avete deciso stasera di stare con gli amici o in famiglia sappiate che siete di tendenza. Apparecchiate dunque la tavola e che la festa cominci.

Prima di tutto al mercato, poi in cucina dove, per dirla con il nostro messer Pellegrino Artusi «Non credo sia necessario per riuscire, di nascere con una cazzaruola in capo: basta la passione, molta attenzione e l’avvezzarsi precisi. Poi scegliete sempre per materia prima roba della più fine, che questa vi farà figurare» infine in tavola, seguendo poche, ferree regole come tradizione comanda. Sappiate che dovete tenere una candela accesa fin oltre la mezzanotte, che agrifoglio e vischio non possono mancare, che sarebbe bene spazzare casa e tenere in un sacchetto la polvere raccolta per bruciarla (fregatevene delle polveri sottili) dopo il dodicesimo rintocco, che a mezzanotte è necessario aprire la finestra di una stanza buia e di una illuminata (è un andirivieni di spiriti: quelli cattivi vanno, quelli buoni entrano), che dovete indossare qualcosa di rosso e di nuovo, che se la tavola è apparecchiata di rosso è meglio e ci sono quattro cibi irrinunciabili: l’uva (usanza spagnola) che va mangiata dopo la mezzanotte (meglio se in chicchi dispari o dodici uno per ogni mese a venire), la melagrana, le lenticchie e lo zampone o il cotechino in segno di prosperità (la lenticchia era il simbolo del denaro per i romani e lo zampone della fertilità per i celti). Ad obbedire a queste regole saranno gran parte degli italiani visto che - sempre secondo la Cia che stima una spesa alimentare di 1,4 miliardi per stanotte con un incremento del 20% rispetto allo scorso anno. Se questo è il quadro generale e molti cercano un menù a costo basso è bene sapere che ci si possono concedere anche Caviale (Calvisius è il maggiore e migliore produttor europeo) ostriche (ottime quelle adriatiche) e salmone (ad esempio il Coda Nera della Nef) italianissimi come nazionali sono i migliori dolci di tradizione (ad esempio i panettoni di Loison) e le bottiglie per il brindisi (salteranno stasera circa 50 milioni di tappi di spumante tra Prosecco, Franciacorta, Trentodoc, Asti).

Ora è tempo di passare in cucina per prepararsi al cenone. Avendo ben presente che ogni regione d’Italia ha dei suoi piatti di tradizione per San Silvestro (dai tortelli emiliani all’insalata di rinforzo napoletana, dai vincisgrassi marchigiani ai crostini di fegatini in Toscana, dal riso giallo meneghino al bollito isto piemontese fino ai bigoli veneti) ho estratto dal mio “365 ricette della cucina italiana” (edizioni Newton Compton) un po’ di piatti per quattro menù last minute, per quattro persone.

20 euro a persona - Per antipasto fatevi dare dal fornaio della pasta di pane, stendetela in cilindri e fatene delle palline che potete farcire all’interno con acciughe, provola, prosciutto cotto e mozzarella. Friggetele e offritele calde magari assieme a un cocktail semplicemente fatto con succo di melograno (e nei bicchieri fate cadere qualche chicco) e Prosecco. Costo 8 euro. Con 10 euro preparate un sauté di cozze vongole e poi con cinque euro una deliziosa pasta reale da servire in brodo (anche vegetale): servono 4 uova, un etto di Parmigiano e uno di farina, 50 grammi di burro. Un pasticcio di maccheroni (costo complessivo 12 euro) come piatto importante seguito da cotechino (11 euro) e lenticchie (7 euro). Se vi è avanzata della carne dal Natale potete farne un polpettone da servire magari con spinaci saltati a con burro e Parmigiano (4 euro). Chiudete con l’uva, le noci, e un panettone (massimo 10 euro). Ma se avete del panettone o del pandoro avanzato potete fare una crema bicolore e passando i dolci avanzati al grill serviteli con crema calda. Bevete Prosecco (Bisol, Aneri, Carpenè Malvolti a tutto pasto in alternativa Passerina Velenosi dalle Marche) Asti spumante col dolce. Vini compresi fanno 82 euro.

40 euro a persona - Come antipasti partite con i crostini alla toscana (14 euro) seguiti da un piatto di mare come polpo e patate in insalata (22 euro). Due primi patti di tradizione: il risotto giallo alla milanese (10 euro) e uno spaghetto alla marinara (25 euro). Per secondo non può mancare il cotechino che però volendo potete fare fritto con crema allo zabaione di Lambrusco (vino che accompagnerà il piatto: ottimo Paltrinieri, notevoli L’ottocento Nero di Albinea Canali, o il Nero di Ceci) spendendo tra vino e pietanza sui 35 euro. Come ulteriore secondo piatto un’invitante coscia di coniglio ripiena ai carciofi (18 euro). E a chiudere un tiramisù, ma fatto con il panettone (10 euro), l’immancabile uva e la frutta secca (8 euro). Per brindare benissimo il Prosecco, ma si possono esplorare spumanti insoliti come il Brut Rosé da Vernaccia Nera di Fontezzoppa (Marche 18 euro) o un Pas Dosè di D’Araprì (Puglia, 18 euro). In totale fano 160 euro vini compresi.

80 euro a persona - Partite con un classico antipasto all’italiana (prosciutto, salame, giardiniera sott’olio) che servirete con Franciacorta Saten (ottimi Contadi Castaldi, Berlucchi, Ca’ del Bosco) vino che si presterà divinamente ad accompagnare anche un dozzina di ostriche e del salmone affumicato da servire su pan brioche al burro. Questo doppio antipasto con i vini costerà sui 100 euro. Come primo piatto per stupire fate un semplice spaghetto al caviale (sugli 80 euro) seguito da una buona lasagna (20 euro). A seguire l’immancabile zampone con le lenticchie da servire con un Amarone (ottimo Masi) per un costo di circa 50 euro. Fate seguire un baccalà alla livornese da servire con un Verdicchio (Belisario, la Monacesca, Garofoli) per un costo sui 40 euro. Finite con una zuppa inglese fatta in casa con Panettone, uva e frutta secca da servire con un moscato d’Asti (dessert più vino sui 35 euro). Totale: 325 euro con i vini compresi.

Vegetariano - Sono 18 euro a persona. Come antipasto una verza ripiena di funghi e castagne da accompagnare a un tortino di patate e porri che potete fare tranquillamente senza uova (costo 15 euro). Come primo piatto per stare nella tradizione più antica dalla Puglia cicceri e tria e poi gnocchi di semolino alla romana (costo dei due piatti sui 15 euro). A seguire parmigiana di melanzane accompagnata da un fritto vegetale fatto senza uova, ma infarinando in semola o farina di mais le verdure (costo totale dei due piatti 30 euro). Per dessert pannacotta con salsa di frutti di bosco e meglio ancora di melagrana (costo 12 euro). I vini per questo menù: Franciacorta Bellavista o Cà del Bosco, che possono andare a tutto pasto escluso il dessert da accompagnare sempre con un Moscato d’Asti (ad esempio La Caudrina), oppure opzione più economica Vermentino di Sardegna (Cala Silente di Santadi, Costamolino di Argiolas) riservando per il brindisi l’Asti Spumante. Il range del costo di questi vini va da 60 euro nel primo caso a 15 nel secondo. Il menù vegetariano senza vini vi costerà 72 euro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog