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Accusato di omicidio colposo

Processo amianto alla Olivetti: per De Benedetti sentenza entro l'anno

Processo amianto alla Olivetti: per De Benedetti sentenza entro l'anno

È iniziato il processo per i morti di amianto all' Olivetti di Ivrea e il programma serrato delle udienze non lascerà certo dormire sonni tranquilli ai 18 imputati (uno si è aggiunto ieri con l' accorpamento di un fascicolo stralciato). Si possono avere i migliori avvocati del mondo, ma quando un giudice decide che un processo deve procedere veloce, quello è il suo destino. Lo auspica la comunità eporediese che finalmente vede alla sbarra i manager che, secondo i pm, hanno condannato a malattie mortali, come il mesotelioma pleurico, almeno 14 lavoratori (le vittime del processo), di cui due ancora in vita. Ieri in aula non c' era nessuno degli imputati eccellenti.

Non c' era Carlo De Benedetti, ex presidente e amministratore delegato nel periodo 1978-'96, non c' era suo fratello Franco (ad dal '78 all''89), non c' era l' ex ministro e ora leader politico Corrado Passera (ad dal '92 al '96), non c' era nemmeno il suo successore Roberto Colaninno (accusato però solo di lesioni), il dirigente che nel 1999 lanciò l' Olivetti alla conquista di Telecom Italia. Grazie a quella scalata, diciassette anni dopo, la compagnia telefonica è citata come responsabile civile e dovrà rifondere alle vittime gli eventuali danni.

I vecchi dirigenti dell' azienda sono accusati di omicidio e lesioni colpose, visto che secondo gli inquirenti non potevano non conoscere i rischi legati all' esposizione continuata degli operai all' amianto e nonostante questo non presero provvedimenti per salvaguardarne la salute. Nell' auditorium del liceo scientifico Antonio Gramsci, in rappresentanza degli imputati, ieri c' era solo Filippo Demonte Barbera amministratore di una controllata dell' Olivetti nel biennio 1985-'87. A ospitare il dibattimento è una scuola perché gli uffici giudiziari eporediesi non hanno aule abbastanza grandi per questo atteso procedimento. «È quello che ci ha dato il ministero», ha risposto il giudice Stoppini a un avvocato che si lamentava per la penuria di microfoni. Ma se gli antichi vertici dell' azienda sono rimasti a casa, non si sono fatte vedere nemmeno le parti civili più rappresentative, per esempio il sindaco Pd di Ivrea Carlo Della Pepa o quello di Torino Piero Fassino, alla guida della città metropolitana, la vecchia provincia. Il segretario provinciale della Fiom-Cgil Federico Bellono al termine dell' udienza ha evidenziato una sorta di Edipo della sinistra: «Mancavano gli imputati eccellenti, com' era prevedibile, ma anche la città, a partire dai suoi rappresentanti, segno probabilmente di un problema non risolto con se stessa e con la propria storia recente».

Non è facile per la gauche piemontese veder processare quello che riteneva un modello di capitalismo illuminato e i suoi presunti portabandiera, dall' ottantacinquenne Camillo Olivetti all' ingegner De Benedetti, editore del gruppo l' Espresso e tessera numero uno del Pd. Oltre che neocittadino svizzero dove ha spostato la residenza civile e fiscale. Come dicevamo il giudice Elena Stoppini ha già fissato altre 23 udienze da qui al prossimo 18 luglio, quasi una a settimana. Dopo l' estate ci saranno le requisitorie dei pm e le arringhe difensive. Quindi la sentenza. Il prossimo 25 gennaio sfileranno in aula Silvana Cerutti, investigatrice in camice in quanto medico e dirigente del Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spresal) della Asl, ma soprattutto è attesa la toccante testimonianza di due sopravvissuti in gravi condizioni di salute: Bruna Luigia P. e Pierangelo B. F.. La prima ha fatto l' impiegata dal 1971 al 1999, inalando le fibre di amianto presenti in intonaci e controsoffitti, visto che l' azienda ha rilevato la presenza dell' asbesto nelle strutture dello stabilimento solo nel 1987; il secondo ha lavorato alla catena di montaggio delle macchine da scrivere dal 1963 all''80, dove ha respirato il micidiale talco a base di tremolite che serviva a rendere maneggevoli i componenti. Di quella polvere a base di fibre di amianto l' azienda ha iniziato a parlare solo a partire dal 1981 e a sostituirla cinque anni dopo.

Il giudice ha annunciato 134 testimoni, mentre i consulenti tecnici delle parti saranno ventotto. Le prime schermaglie del processo si sono registrate quando il pm Laura Longo ha chiesto l' acquisizione come attività integrativa d' indagine dei risultati degli ultimi monitoraggi dello Spresal sulle strutture dell' Olivetti, dati inseriti recentemente dalla procura nel proprio fascicolo come atti relativi.

La Asl tra le sue attività ha anche quella di controllare l' attuale presenza di amianto sul territorio e così ha effettuato verifiche sullo stabilimento di Scarmagno e via via sugli altri rilevando presenze consistenti di fibre. Uno studio allarmante che confligge con le analisi ordinate dalla Telecom e attestanti concentrazioni bassissime di asbesto anche nei periodi all' esame del processo. Ora, grazie al lavoro dello Spresal, l' accusa mette a segno un punto importante: infatti se gli edifici sono ancora pregni d' amianto risulta difficile ritenere che non lo fossero nei decenni scorsi. Le difese si sono opposte, senza riuscirvi, all' acquisizione dei nuovi dati. Le brutte notizie per gli ex dirigenti, però, non finiscono qui. Entro uno o due mesi a molti degli attuali imputati dovrebbe essere recapitato l' avviso di chiusura indagini per la cosiddetta inchiesta Olivetti bis, riguardante un' altra decina di vittime dell' asbesto.

Ulteriori casi confluiranno in una probabile indagine "ter". Il procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando con Libero tira le somme della prima udienza: «Sono molto soddisfatto per questa giornata. La sensazione è che si farà un processo in tempi brevi e la prescrizione non è nemmeno adombrata. Sono stati fatti tutti gli sforzi per consentire di celebrare un processo di queste dimensioni a Ivrea e la stessa formazione dei calendari fa ben sperare sulla sua celerità. Non è mai facile fare previsioni, ma immagino che il processo possa concludersi entro l' anno».

di Giacomo Amadori

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Commenti all'articolo

  • criticone

    20 Gennaio 2016 - 18:06

    era ora che ci dessero dentro

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  • Happy1937

    13 Gennaio 2016 - 07:07

    I mascalzoni se la cavano sempre!

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  • gian paolo

    13 Gennaio 2016 - 06:06

    rischia sempre e non paga mai. Una delle tante telenovele italiche .......

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  • gian paolo

    13 Gennaio 2016 - 06:06

    rischia sempre e non paga mai. Una delle tante telenovele italiche .......

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