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Il caso che scuote il capoluogo

Un'italiana stuprata per vendetta. Armi e coca a Milano, orrore dell'immigrato

Barrera Martinez

Un'ordinaria storia dell'orrore che arriva da Milano. Una ragazza italiana è stata violentata da un componente della gang latinos Ms-13, tra le più feroci in Italia, per vendetta. La "colpa", però, non era della ragazza, bensì del suo fidanzato, che aveva venduto allo stupratore una dose di bicarbonato spacciandola per cocaina. La vittima è una ragazza di 29 anni, violentata lo scorso 26 settembre sotto minaccia di una pistola. Ora, dopo una lunga indagine, è stato arrestato il colpevole, scovato dai carabinieri a Pero, hinterland milanese: si tratta di Wilfredo Alexander Barrera Martinez, detto "El Pajaro", l'uccello, originario di El Salvador. Lo stupratore, 24 anni, ha precedenti per furto e ricettazione, e sul suo conto pende un provvedimento di espulsione emesso lo scorso 30 agosto. Ora le nuove accuse: quelle di rapina aggravata in concorso con due complici (per aver rubato il cellulare e il navigatore alla ragazza che ha stuprato) e quelle di sequestro di persona e violenza sessuale, nonché di lesioni.

Lo scorso 26 settembre la ragazza era in compagna dell'allora fidanzato di 30 anni. Erano sull'auto di lei, e a bordo della vettura la coppia ha raggiunto tre ragazzi sudamericani, tra cui Barrera Martinez, a cui lui ha venduto la finta cocaina (al prezzo di 30 euro, subito riutilizzati per acquistare vera droga). Quando Barrera Martinez si è accorto della truffa, ha ordinato al 30enne di tornare indietro. Il ragazzo così ha fatto, e davanti ai Latinos ha spiegato di non avere responsabilità e di essere stato a sua volta truffato. Le spiegazioni non sono servite: il 30enne è stato preso in ostaggio, mentre la sua ragazza sotto la minaccia di una pistola è stata costretta a guidare l'auto fino a un posto isolato, nella zona tra viale Certosa e Villapizzone, dove è stata poi brutalmente violentata.

Dopo la violenza, la ragazza ha spiegato di non aver trovato il supporto del suo ragazzo. Dunque si è rivolta a parenti e amici, che la hanno spinta a denunciare: era terrorizzata, perché Barrera Martinez aveva preteso di vedere i suoi documenti per sapere il suo indirizzo; infine l'aveva minacciata affermando che se avesse denunciato gliela avrebbe fatta pagare. Il 24enne responsabile dello stupro, come detto, è stato rintracciato dopo lunghe ricerche. Decisivi due momenti: il primo, quando si è presentato all'ospedale Sacco per farsi medicare alla testa (da quel momento è stato seguito); il secondo, ha lasciato una traccia col cellulare utilizzando un numero sul quale le forze dell'ordine stavano già lavorando.

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Commenti all'articolo

  • arwen

    16 Gennaio 2016 - 12:12

    E allora? Al massimo tra un paio d'anni sarà di nuovo in strada a far danni.....W l'Italia...

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  • filen

    filen

    16 Gennaio 2016 - 11:11

    Alta sei proprio un gran pezzo di merda vatti a leggere l unità prima che richiudano per fallimento porta il tuo obolo quotidiano ai kompagni rossi imbecille

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  • libero14

    16 Gennaio 2016 - 02:02

    Patrizia Atla : di genere mettìnculo o pigliànculo ?

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  • esasperata49

    15 Gennaio 2016 - 19:07

    lista di precedenti lunga, decreto di espulsione vecchio di 8 mesi, ma che cavolo ci faceva ancora in giro libero come un "uccello". penso sia ora di svegliarci e mandarli in galere nel loro paese xche in caso contrario li dobbiamo mantenere a vita.

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