Cerca

nelle mense scolastiche

Gli islamici vogliono toglierci l'aceto dalla tavola

Gli islamici vogliono toglierci l'aceto dalla tavola

Via l' aceto dall'insalata delle mense scolastiche. L' ultimo caso di genuflessione alla cultura islamica arriva da Verona dove l' Azienda gestione edifici comunali, lunedì scorso, come rivela Stefano Lorenzetto nella sua rubrica domenicale «Controcronaca» su L' Arena, ha diramato una circolare in cui detta «disposizioni relative alla somministrazione di aceto nei refettori per il condimento delle verdure crude».

In pratica, d' ora in poi la verdura nelle mense scolastiche veronesi sarà condita solo con l' olio in ossequio al credo degli alunni islamici che non possono assumere aceto di vino e con esso dosi, per quanto infinitesimali, di alcol. L' ordine di servizio impartito ai dipendenti della Sodexho, vincitrice dell' appalto per la fornitura dei pasti nelle scuole scaligere, è quello di lasciare la bottiglia dell' aceto sul tavolo o sul carrello delle vivande in modo che se ne possa servire chi con esso non rischia di violare precetti religiosi. In sé, un atto di rispetto che si accompagna ad altre simili pratiche in uso nei refettori e dettate da ragioni oltre che religiose anche culturali o sanitarie per cui nelle scuole si servono da tempo menù vegetariani, privi di glutine o di carne suina. La vicenda dell' aceto di vino, però, solleva una volta di più la questione dei diritti delle minoranze ai quali le nostre istituzioni sacrificano molte usanze cui siamo legati da sempre, mentre nella gran parte dei Paesi islamici non solo non ci si preoccupa di tutelare i diritti delle minoranze religiose, ma di solito li si persegue legalmente.

A questo proposito Lorenzetto nella sua rubrica cita anche il caso di uno studente che ogni giorno in classe viene richiamato alla preghiera dalla suoneria del cellulare. Una voce in arabo gli annuncia che è venuto il momento di una delle cinque orazioni quotidiane ad Allah e il ragazzo, qualsiasi cosa stia facendo, si interrompe e si prostra sul pavimento in direzione della Mecca. Cosa dovrebbe fare, a questo punto, l' insegnante? Far finta di nulla? Intimargli di smetterla? Oppure permettere a chiunque, per motivi religiosi culturali o di altra natura, di interrompere la lezione?

Del resto, già in molti aziende si pone il problema della preghiera quotidiana dei dipendenti musulmani che chiedono di interrompere il lavoro per assolvere al precetto delle cinque orazioni e in futuro è probabile che assisteremo alla richiesta di godere del riposo settimanale di venerdì, giorno considerato sacro dagli islamici. Ma la sempre più massiccia presenza musulmana inevitabilmente solleverà questioni anche in materia matrimoniale (l' islam prevede la poligamia) e in un' infinità di altri aspetti della vita pubblica e privata dove le nostre abitudini confliggono con quelle dei fedeli di Allah. In qualche scuola primaria, per esempio, i genitori musulmani hanno chiesto per i propri figli l' esonero dalla musica, considerata impura. E, solo per dirne un' altra, sempre a Verona, ormai da 15 anni, esiste un cimitero per i seguaci di Maometto ai quali il libro sacro vieta il riposo eterno nella stessa terra in cui giacciono anche gli infedeli.

Come si vede, i problemi dell' immigrazione si mostrano nelle pieghe più semplici e quotidiane della vita, dalla culla alla tomba. Ed è nella capacità di saperli gestire che si gioca la partita di una integrazione vera e rispettosa di tutti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • lucky52

    21 Luglio 2016 - 11:11

    I musulmani si ubriacano come tutti gli altri, basta essere fuori dal loro Paese. Lo studente si prostra a pregare in aula ? Un calcio nel deretano e torni al suo paese. Nei paesi arabi basta avere la catenina col crocifisso al collo per essere arrestato e noi togliamo l'aceto e la carne suina dalle mense e li facciamo pregare come e quando vogliono. Nessuno li ha costretti a venire in Italia

    Report

    Rispondi

  • SGis

    31 Gennaio 2016 - 20:08

    Sti zotici non usano il fazzoletto per soffiarsi il naso e poi toccano il mangiare sempre con le mani, perchè è così che mangiano e pensano all'aceto. Pensassero di più di usare al sapone forse sarebbero meno maiali dei maiali

    Report

    Rispondi

  • Yossi

    23 Gennaio 2016 - 14:02

    Capisco che per andare in paradiso tra i vari precetti, un islamico non può condire l'insalata con l'aceto...... ma vi rendete conto di cosa si parla ???????

    Report

    Rispondi

  • Yossi

    23 Gennaio 2016 - 14:02

    E incredibile l' ipocrisia all'ennesima potenza; gli islamici bevono alcol e si ubriacano ne più ne meno come tutti gli altri; lo studente che prega in classe ? E permesso nelle scuole italiche tenere il cellulare acceso in classe ? ho frequentato le scuole in un paese islamico, e non è mai successo che i miei compagni islamici si mettessero a pregare in classe forse perché non c'erano i cellulari

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti