Cerca

Facci

Il problema dei giornalisti del "Corriere"? Poverini, devono cambiare tram...

La difesa dell'edificio di via Solferino fa sinceramente ridere. Ma il vero problema è che a quel prezzo la sede non la venderanno mai

Filippo Facci

Facci visto da Vasinca

di Filippo Facci

È normale che un tizio preferisca lavorare in via Solferino, in una prestigiosa sede storica, piuttosto che in un grattacielo di una periferia nebbiosa, in via Rizzoli. Vedere come i corrieristi difendono l’edificio del loro quotidiano -  scambiando un’opzione dolorosa per una calamità nazionale - però fa oggettivamente ridere. Il gruppo Rcs macina debiti: ma i giornalisti dicono che non possono trasferirsi per via di un «depauperamento qualitativo» che andrebbe a svantaggio dei lettori. Le notizie, in via Rizzoli, vengono peggio. Maurizio Chierici, sul Fatto, ha scritto che vendere via Solferino «è come trapiantare alla Bovisa la madonnina che illumina il Duomo», «cambierà le abitudini sociali e culturali», «non ci saranno più curiosi con la voglia di mescolarsi alla chiacchiere di artisti e intellettuali», «si perde uno dei monumenti che i turisti visitavano con attese pazienti». L’ha scritto senza che l’hashish sia stato legalizzato: evidentemente, per immaginare una realtà inesistente da almeno quarant’anni - se è mai esistita - non ne ha bisogno. Dietro via Solferino svetta il cantiere più grande d’Europa (i grattacieli di Porta Nuova, gallerie, metropolitane) ma il problema è che i giornalisti del Corriere devono cambiare tram. Che poi il problema, a dirla tutta, non è neanche quello: è che a quel prezzo, la sede di via Solferino, non la venderanno mai.    

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • ilrobertino

    20 Febbraio 2013 - 10:10

    hanno ragione i giornalisti che non si vogliono trasferire. non sono dei plebei che debbono usare i mezzi pubblici e starci sopra per delle mezze ore come dei travet. con il freddo e con il caldo, con la pioggia e con la neve. i sciuri in minga vacch. (dal francese "noblesse oblige").

    Report

    Rispondi

  • danianto1951

    19 Febbraio 2013 - 11:11

    io ricordo solo servi e gerarchi fascisti pronti a cambiare la casacca mettendo quella dei padroni. Mai un giornalista libero ed onesto.

    Report

    Rispondi

  • mania

    19 Febbraio 2013 - 11:11

    E poi vuoi mettere i bar i ristoranti e le stradine lì attorno a via Solferino,come ispirano di più....non quelle brutte perferie sporche,giuste per tutti gli altri

    Report

    Rispondi

blog