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Il dolore privato

Nunzia De Girolamo scrive al Papa: "Perché non posso fare la madrina di battesimo?"

Nunzia De Girolamo scrive al Papa:

Un dolore privatissimo, e così Nunzia De Girolamo ha deciso di scrivere direttamente a Papa Francesco. "Mia sorella ha chiesto a me e a mio marito Francesco (il deputato Pd Francesco Boccia, ndr) di essere rispettivamente madrina e padrino al battesimo di sua figlia. Un parroco di Benevento, nonché il vicario del Vescovo, al quale mia sorella si è rivolta ha risposto che io e mio marito non possiamo svolgere quel ruolo in quanto non sposati in chiesa e, seppur nessuno dei due sia mai stato precedentemente sposato, non abbiamo i titoli per adempiere alla funzione di assistere la bambina nella sua crescita cattolica". Inizia così la lettera-appello della deputata di Forza Italia inviata al Pontefice e pubblicata anche dal Mattino.

"Prego per il vescovo" - "Le devo confessare - scrive la De Girolamo - che il diniego mi ha fatto molto male. Credo che la mia situazione sia comune a migliaia e migliaia di persone alle quali oggi viene vietata la concessione dell'Eucarestia soprattutto se separate o divorziate, anche quando questa tragedia è stata subita e non cercata". "Le chiedo perdono per il mio linguaggio - si scusa l'azzurra - ma credo che la Chiesa così si allontani sempre più dalla sua missione e che da essere Madre, e una Madre perdona sempre a chi si avvicina a lei, sia diventata supremo giudice pur non essendolo. Non chiedo nessuna deroga per quanto mi riguarda, ci mancherebbe altro, andrò in chiesa e reciterò la mia preghiera per mia nipote (e anche per il parroco, pur non avendo il dono della santità)".

"Disorientata dalla Chiesa" - Poi la critica, a cuore aperto: "Mi sembra di aver smarrito l’indirizzo di quella Chiesa come ospedale da campo, come sottolineato da una Sua straordinaria immagine. E sono talmente disorientata che non riesco a vedere la luce nemmeno nell'analizzare la legge sui diritti civili, che è un dovere assoluto disciplinare. Continuo a pensare che l'impianto generale sia sbagliato, ma mi chiedo se in alcuni momenti non serva quel colpo di rasoio che separi il passato dal futuro e che aiuti a guardare bene il presente. Pur con il timore che le mie idee possano essere considerate sbagliate, chiedo la Sua paterna comprensione e Le chiedo di indicare a me o a quel parroco la strada da percorrere", conclude De Girolamo. 

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Commenti all'articolo

  • mariaester

    02 Febbraio 2016 - 11:11

    Ma se non ha voluto , e sottolineo voluto, sposarsi in Chiesa, perchè pretendere di fare la madrina al battesimo della nipote? Essere madrina di battesimo comporta un 'enorme responsabilità nell'educazione alla fede e ai sacramenti. Vien da pensare che non capisca il cuore della questione.

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  • giovanni.amodei

    02 Febbraio 2016 - 09:09

    E' bizzarro questa mania di coloro che per mestiere e vocazione scrivono le leggi che gli altri devono seguire, di non seguire le regole esistenti. Per la Chiesa, un cristiano sposato non in Chiesa disprezza il Sacramento e vive in peccato mortale. In questo caso non può fare da padrino/madrina (guida nella vita cristiana del battezzando). Se poi non è cristiana, perché vuole fare da madrina?

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  • sletiz

    01 Febbraio 2016 - 00:12

    Non capisco che vai cercando. Sei in chiaro peccato mortale, e quindi evidentemente non cattolica osservante, in quanto concubina e pretendi di fare da testimone ad un sacramento? ma quanto sarai idiota e prevaricatrice. Credi di poter fare quello che ti pare anche con Dio oltre che con gli elettori, i cui voti usi a tuo piacimento uso e consumo? Più ti scopro e più mi stai sulle balle!

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  • moisec

    30 Gennaio 2016 - 08:08

    È solo tecnica per avere visibilità. Può fare da madrina di fatto alla nipotina

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    • sletiz

      01 Febbraio 2016 - 00:12

      Dici una sciocchezza. Una persona che convive senza essere sposata non può fare la madrina, ovviamente, non essendo sposata con rito sacramentale e risultando quindi in situazione di concubinato. Una persona è libera di credere o non credere, di osservare la dottrina o meno, non di fare quello che vuole con sacramenti e regole dottrinali. Delle due cose o l'una o l'altra.

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